Bollo auto non pagato: cosa succede?

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(Last Updated On: 22 maggio 2018)

Bollo auto non pagato: cosa succede?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato prescritta la cartella di Equitalia notificata a una contribuente che non aveva effettuato il pagamento del bollo auto perché trascorsi più di tre anni dalla scadenza di pagamento.

Tuttavia, mentre si vocifera che il Governo voglia aumentare il termine di prescrizione, vediamo nel dettaglio cosa significa.

Cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è la tassa automobilistica regolamentata a livello regionale che sono tenuti a pagare annualmente tutti i proprietari di veicoli a motore, quindi auto, moto e motorini. L’importo del bollo dipende da diversi fattori, come la potenza del veicolo, l’impatto ambientale e la regione di residenza del proprietario del veicolo.
Inoltre ci sono dei casi di esenzione dal pagamento del bollo auto, ad esempio per i veicoli d’epoca e in alcuni casi per le auto ibride, ma ciò dipende dalla Regione di appartenenza (ad esempio nel Lazio il bollo non è dovuto per le auto ibride nei primi tre anni).

Come si calcola il bollo auto?

Il calcolo dell’importo dovuto a titolo di bollo auto, per i residenti nelle Regioni e nelle Province Autonome convenzionate con l’ACI (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Sicilia, Umbria, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano), viene effettuato sulla base dei dati presenti negli Archivi Regionali e Provinciali gestiti dall’ACI; per quelli residenti in Lombardia il calcolo viene eseguito con collegamento agli archivi della Regione Lombardia; per quelli residenti in Toscana il calcolo viene eseguito con collegamento agli archivi della Regione Toscana gestiti in proprio. Per i residenti nelle Regioni non convenzionate, il calcolo viene eseguito con collegamento all’Archivio Nazionale gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

È possibile verificare quanto dovuto sul sito ACI a questo link.

Quando scade il versamento del bollo auto?

Il versamento del bollo auto va effettuato ogni anno prima della scadenza, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Ad esempio, se la scadenza è fissata a febbraio, il bollo va pagato entro il 31 marzo.

Per verificare quando occorre effettuare il pagamento del bollo auto è possibile:

  • verificare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link, ma solo per alcune regioni (servizio al momento disponibile solo per Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta);
  • collegarsi al sito della propria Regione;
  • verificare sul sito dell’ACI a questo link.

Quali sono le sanzioni per pagamenti tardivi del bollo auto?

È possibile sanare il tardivo pagamento del bollo auto ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso e quindi versando il tributo omesso, gli interessi legali e le seguenti sanzioni:

  • versamento entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • versamento dal 15° al 30° giorno dalla scadenza: sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • versamento dal 31° al 90° giorno dalla scadenza: sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • versamento dal 91° giorno a 1 anno dalla scadenza: sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • versamento oltre 1 anno dalla scadenza: sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Cosa succede in caso di mancato pagamento?

In caso di mancato versamento del bollo auto, la Regione invia al contribuente un avviso di accertamento fiscale, con una diffida di pagamento degli arretrati del bollo auto. Affinché l’accertamento sia valido occorre che sia notificato al massimo entro la fine del 4° anno successivo a quello di riferimento della tassa stessa (ossia entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento). Decorso tale termine infatti il bollo auto è prescritto.

A tal fine la Commissione Tributaria Regionale del Molise ha fornito un importante chiarimento stabilendo che per interrompere la prescrizione la data da considerare è quella di ricevimento della raccomandata da parte del contribuente e non la data di spedizione della raccomandata.

Ad esempio se il bollo auto scade il 31 maggio 2017 , la data da cui calcolare il triennio è il 1 gennaio 2018 e la prescrizione avviene il 31 dicembre 2021.

Con la prescrizione del bollo l’Amministrazione perde il diritto ad esigere il pagamento della somma dal contribuente e di conseguenza al trasgressore non può più essere richiesto il pagamento della tassa.

Cosa fare quando si riceve un avviso di accertamento?

Il contribuente che non ha effettuato il pagamento del bollo auto, quando riceve un avviso di accertamento o una cartella di pagamento può trovarsi in una delle due seguenti situazioni:

  • se la notifica dell’atto avviene successivamente alla scadenza dei 3 anni, ossia quando ormai il termine è prescritto, ci troviamo nella situazione indicata dalla Corte di Cassazione e quindi occorrerà richiedere lo sgravio della cartella o l’annullamento dell’avviso di accertamento;
  • al contrario, se la notifica dell’avviso o della cartella avviene prima del termine di prescrizione, sarà necessario provvedere al pagamento anche eventualmente ricorrendo ad una rateazione.

Quali le novità in arrivo?

Al momento nel Disegno di Legge di Bilancio 2018 risulta che il Governo voglia aumentare il termine di prescrizione fino a 10 anni concedendo quindi molto più tempo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per recuperare le somme dovute. Tuttavia, per avere una risposta certa alla domanda bisognerà attendere l’approvazione del testo definitivo.

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