BAIL IN: come funziona?

Come funziona il Bail-in?
 
(Last Updated On: 22 Marzo 2019)

Cosa succede quando una banca è in crisi? Balzato recentemente agli onori delle cronache, uno degli strumenti di risoluzione è il famigerato bail-in. Ma di cosa si tratta, quando viene utilizzato e vediamo il bail in come funziona.

Il bail-in o salvataggio interno è uno degli strumenti di risoluzione della crisi di una banca. È stato introdotto a livello europeo dalla Direttiva BRRD e gestito dalla Banca d’Italia. La procedura del bail-in consiste nel risanare l’istituto bancario in dissesto per ristabilire la sua sostenibilità economica. Il tutto senza utilizzare fondi pubblici, ricorrendo alle passività della banca e, quindi, coinvolgendo investitori e risparmiatori.

Quando si ricorre al bail-in?

La procedura di salvataggio viene attivata quando la banca in dissesto o a rischio di dissesto non può essere salvata con misure alternative in quanto insufficienti. Il tutto per evitare la liquidazione e tutelare la stabilità finanziaria del sistema e gli interessi pubblici.
Con il salvataggio interno della banca viene attivata una procedura di risoluzione della crisi, attraverso la svalutazione dei titoli (crediti e azioni) o la loro conversione in titoli azionari per coprire le perdite subite e ricapitalizzare la banca.

Come funziona il bail-in?

Con il termine “bail” si definisce la procedura di svalutazione di azioni e crediti, la loro conversione in azioni per riassorbire le perdite e, infine, ricapitalizzare la banca in difficoltà (o una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali).

Quali sono le passività ammissibili?

Quando non è possibile avviare la procedura di bail in si utilizzano le passività cosiddette ammissibili. E quindi, vengono coinvolti per primi i soggetti che hanno investito negli strumenti più rischiosi, ossia gli azionisti, e solo successivamente creditori e risparmiatori. Nel dettaglio le passività utilizzate sono:

  • le azioni e gli altri titoli di capitale assimilabili alle azioni;
  • le obbligazioni subordinate;
  • le obbligazioni ordinarie non garantite;
  • solo nei casi più gravi si ricorre ai depositi bancari eccedenti la soglia di € 100.000.

Quali sono le passività escluse?

Non possono essere sottoposte alla procedura di salvataggio o bail-in alcune categorie di passività, nel dettaglio sono:

  • i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, ossia quelli di importo inferiore a € 100.000;
  • le passività garantite, come i covered bond;
  • i depositi di strumenti finanziari o beni come i titoli detenuti in un conto apposito e le cassette di sicurezza.

Sono ancora escluse le passività interbancarie con durata originaria inferiore a 7 giorni, quelle che derivano dalla partecipazione ai sistemi di pagamento la cui durata residua è inferiore a 7 giorni, i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare. Le altre passività invece possono essere sottoposte a bail-in se non vengono escluse discrezionalmente dalle autorità.

Quali sono i risparmi garantiti con il bail-in?

Il bail-in protegge le obbligazioni garantite e gli strumenti protetti ovvero, come accennato, i depositi inferiori a € 100.000. Rientrano in questa categoria:

  • i conti correnti;
  • i conti deposito;
  • i libretti di risparmio nominativi;
  • gli assegni circolari.

Quali sono i rischi del bail-in per i risparmiatori?

Il rischio che si corre è di essere coinvolti nel bail-in e di vedere il proprio credito ridotto o convertito in azioni della banca, tuttavia il grado di rischio dipende dal tipo di strumento in cui il soggetto ha investito.
Come abbiamo detto, il bail-in coinvolge in primo luogo coloro che hanno investito i loro risparmi negli strumenti più rischiosi, quindi il rischio è maggiore per gli azionisti e per coloro che possiedono obbligazioni subordinate. Solo nel caso in cui queste risorse non fossero sufficienti vengono coinvolti i depositi per le somme eccedenti € 100.000.
Al contrario i depositi su conto corrente, i libretti di risparmio e i certificati di deposito per importi inferiori a € 100.000 non corrono rischi e non possono essere sottoposti alla procedura di bail-in in quanto protetti dal Fondo di garanzia dei depositi.

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