Capire come funziona il reddito in Italia è fondamentale per tutti: che tu sia un lavoratore dipendente, un libero professionista o un imprenditore. Le regole fiscali italiane infatti distinguono chiaramente le diverse tipologie di reddito e, a seconda della categoria, cambiano la tassazione, gli obblighi, le tutele e persino le opportunità di crescita.
In questo articolo ci concentreremo in particolare sul punto di vista del lavoratore dipendente che vuole capire come funziona il proprio reddito, ma anche quali differenze ci sono con quello autonomo e d’impresa. Una guida pratica e aggiornata per orientarsi tra concetti spesso complessi, spiegati con esempi concreti.
Che cos’è il reddito e perché è importante distinguerlo
In Italia il reddito rappresenta la base imponibile su cui vengono calcolate le tasse e i contributi. L’Agenzia delle Entrate, quando devi fare la dichiarazione dei redditi, non guarda semplicemente a quanto hai guadagnato, ma a quale tipo di reddito hai percepito.
Questo perché ogni categoria ha regole fiscali e previdenziali diverse.
Le principali tipologie di reddito sono:
- reddito da lavoro dipendente
- reddito da lavoro autonomo
- reddito d’impresa
A queste si aggiungono altre tipologie di reddito (redditi di capitale, fondiari, diversi…), ma in questo articolo ci concentreremo sulle tre che riguardano il lavoro e l’attività economica.
Reddito da lavoro dipendente: come funziona
Il reddito da lavoro dipendente è quello che percepisce chi ha un contratto di lavoro subordinato. La caratteristica principale è che il lavoratore presta la propria attività sotto la direzione e organizzazione di un datore di lavoro, che si assume i rischi e gestisce l’impresa.
Caratteristiche principali
- Fonte di reddito: la busta paga mensile
- Ritenuta alla fonte: le tasse e i contributi vengono trattenuti direttamente dal datore di lavoro come sostituto d’imposta
- Tutele: ferie, malattia, TFR, indennità di disoccupazione, maternità/paternità, pensione
- Rischi imprenditoriali: pari a zero, perché il dipendente non risponde con il proprio patrimonio
Tassazione
Il reddito da lavoro dipendente è soggetto a:
- IRPEF secondo gli scaglioni aggiornati al 2025
- Addizionali regionali e comunali
- Contributi previdenziali (INPS)
Il vantaggio per il lavoratore è che non deve gestire direttamente il pagamento delle imposte: tutto viene fatto dal datore di lavoro.
Esempio
Se hai una RAL di 30.000 euro, non riceverai questa cifra netta sul conto. Verranno trattenute le imposte e i contributi, e quello che ti arriva ogni mese è già al netto. In più, beneficerai di detrazioni da lavoro dipendente, che riducono l’IRPEF da pagare.
Reddito da lavoro autonomo
Il reddito da lavoro autonomo riguarda chi esercita un’attività senza vincolo di subordinazione: professionisti, consulenti, freelance. Qui il lavoratore si organizza in autonomia, sceglie i clienti e decide come svolgere la propria attività.
Caratteristiche principali
- Fonte di reddito: la fattura emessa al cliente
- Gestione fiscale: il professionista deve aprire partita IVA e dichiarare autonomamente i propri redditi.
- Tutele: molto ridotte rispetto al dipendente. Non ci sono ferie o malattia pagata dal datore di lavoro, ma solo eventuali indennità (es. malattia, maternità, pensione tramite INPS gestione separata o casse professionali)
- Rischio: medio-alto, perché il reddito dipende dal mercato e dalla capacità di trovare clienti
Tassazione
- Possibilità di aderire al regime forfettario (fino a 85.000 € di ricavi) con tassazione agevolata al 15% (o 5% per i primi 5 anni se nuovi).
- oppure regime ordinario, con IRPEF a scaglioni e deduzioni/detrazioni
Esempio
Un consulente marketing che fattura 40.000 € annui in regime forfettario pagherà solo l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% se start-up), più contributi previdenziali alla gestione separata INPS. Il netto finale può essere molto diverso da quello di un dipendente con RAL simile, ma ci sono meno tutele.
Reddito d’impresa
Il reddito d’impresa è quello prodotto da un’attività organizzata che impiega capitale, lavoro e mezzi per generare profitto.
Si tratta del reddito di società di persone, società di capitali o ditte individuali organizzate come impresa.
Caratteristiche principali
- Fonte di reddito: bilancio di esercizio e utili generati dall’attività
- Gestione fiscale: complessa, con obbligo di contabilità ordinaria per le società di capitali
- Tutele: per l’imprenditore sono molto limitate, ma l’impresa può assumere dipendenti che invece ne beneficiano
- Rischio: elevato, perché l’imprenditore investe capitale e si espone al rischio d’impresa
Tassazione
- Società di capitali: IRES al 24% + IRAP + tassazione sugli utili distribuiti
- Ditte individuali e società di persone: reddito imputato direttamente al titolare o ai soci e tassato con IRPEF progressiva
Esempio
Un SRL che genera 100.000 € di utile paga 24.000 € di IRES. Se decide di distribuire i restanti utili ai soci, questi saranno tassati nuovamente in capo alle persone fisiche. Il meccanismo è quindi più complesso e richiede una gestione contabile avanzata.
Differenze principali: dipendente vs autonomo vs impresa
Mettiamo a confronto le tre tipologie per aiutare il dipendente a capire le differenze
Dipendente | Autonomo | Impresa | |
---|---|---|---|
Reddito | Busta paga | Fattura | Utile d’impresa |
Tassazione | IRPEF trattenuta in busta paga | IRPEF o imposta sostitutiva | IRES/IRPEF + altre imposte |
Gestione | Zero, fa tutto il datore di lavoro | Autogestione con Partita IVA | Contabilità complessa |
Tutele | Alte (ferie, malattia, TFR, pensione) | Basse (solo previdenza obbligatoria) | Basse per l’imprenditore |
Rischio | Nessuno | Medio | Alto |
Opportunità di crescita | Limitata | Media | Alta, ma con più responsabilità |
Vantaggi e svantaggi per un dipendente
Dal punto di vista di chi oggi è dipendente, ecco i pro e contro:
Vantaggi
- entrate sicure e stabili
- busta paga chiara, niente gestione fiscale autonoma
- ampie tutele previdenziali e assistenziali
- minimo rischio economico
Svantaggi
- crescita economica limitata
- poca flessibilità lavorativa
- imposizione fiscale inevitabile e poco ottimizzabile
E se un dipendente vuole cambiare?
Sempre più lavoratori dipendenti si chiedono: “E se aprissi partita IVA?”
Prima di fare il passo è importante valutare:
- Sicurezza vs rischio: un dipendente ha stabilità, un autonomo no
- Tutele: le perdi quasi tutte passando a Partita IVA
- Guadagno potenziale: un autonomo o un’impresa possono guadagnare molto di più
- Fiscalità: il dipendente non può ottimizzare molto, l’autonomo e l’impresa sì, con pianificazione fiscale
Per chi oggi è dipendente, conoscere queste differenze significa essere consapevole delle alternative e poter scegliere, in futuro, se rimanere nella sicurezza della busta paga o intraprendere una strada diversa.