Dopo un ottobre denso di adempimenti, novembre porta con sé la scadenza più importante dell’autunno fiscale: il secondo acconto delle imposte, da versare entro il 30 novembre. È l’appuntamento che riguarda praticamente tutte le partite IVA, professionisti, imprese, forfettari, e che chiude il ciclo degli acconti dovuti per l’anno in corso. Ma novembre non è solo l’acconto. All’inizio del mese slittano alcuni dei grandi termini dichiarativi (modello Redditi, IRAP, 770 e l’adesione al Concordato Preventivo Biennale), a metà mese tornano gli appuntamenti ricorrenti con IVA, ritenute e contributi, e il 30 si concentra una lunga serie di scadenze oltre all’acconto.
In questo articolo trovi il calendario completo delle scadenze fiscali di novembre 2026, spiegato in modo chiaro e organizzato per data, con un approfondimento dedicato al secondo acconto e a un dettaglio che fa risparmiare ai forfettari: la seconda rata è del 50%, non del 60%.
Lunedì 2 novembre: i grandi termini dichiarativi (slittati)
Il primo appuntamento del mese è in realtà un’eredità di ottobre. Il termine ordinario del 31 ottobre cadeva di sabato, seguito dal 1° novembre festivo: tutto è quindi slittato a lunedì 2 novembre 2026. Entro questa data vanno trasmessi:
- il Modello Redditi 2026 (Persone Fisiche, Società di Persone e Società di Capitali), relativo ai redditi 2025
- la dichiarazione IRAP 2026
- il Modello 770/2026, la dichiarazione dei sostituti d’imposta
- l’adesione al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027, la proposta dell’Agenzia delle Entrate per concordare in anticipo il reddito del biennio (i forfettari ne restano esclusi)
- la Certificazione Unica per i soli redditi esenti o non dichiarabili con il 730
- il Modello CNM per il consolidato nazionale
Sono adempimenti che, di norma, gestisce il commercialista. Ma è bene averli a mente, perché la trasmissione tardiva della dichiarazione comporta sanzioni.
Lunedì 16 novembre: IVA, ritenute e contributi
Il 16 del mese è la data “classica” dei versamenti ricorrenti. Entro lunedì 16 novembre 2026 sono dovuti:
- l’IVA di ottobre per i contribuenti con liquidazione mensile
- l’IVA del terzo trimestre per i contribuenti trimestrali, con la maggiorazione dell’1% di interessi
- le ritenute IRPEF operate su stipendi, compensi e redditi assimilati
- i contributi INPS per dipendenti e collaboratori iscritti alla Gestione Separata
- la terza rata dei contributi fissi INPS di artigiani e commercianti
- la terza rata dei contributi INPS agricoltura
- la quarta rata dell’autoliquidazione INAIL
Scadenze fiscali di novembre: 20 e 25 novembre
Due scadenze più di nicchia, ma importanti per chi riguardano:
- venerdì 20 novembre: versamento dei contributi ENASARCO del terzo trimestre, che riguarda agenti e rappresentanti di commercio
- mercoledì 25 novembre: presentazione degli elenchi Intrastat relativi al mese di ottobre, per chi effettua operazioni intracomunitarie
Lunedì 30 novembre: il secondo acconto e molto altro
Il 30 novembre è la giornata clou del mese. Oltre al secondo acconto, che vediamo in dettaglio nel prossimo paragrafo, si concentrano numerose altre scadenze:
- secondo acconto 2026 di IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca, IVIE, IVAFE e dell’imposta sostitutiva dei forfettari
- secondo acconto dei contributi INPS (IVS per artigiani e commercianti, e Gestione Separata)
- secondo o unico acconto IRPEF trattenuto in busta paga per chi ha presentato il modello 730
- comunicazione LIPE delle liquidazioni periodiche IVA del terzo trimestre
- imposta di bollo sulle fatture elettroniche del terzo trimestre
- terza rata bimestrale della Rottamazione-quinquies
- rata della Rottamazione-quater (con la consueta tolleranza di cinque giorni)
- rate delle rivalutazioni di terreni e partecipazioni
- prima rata dell’estromissione agevolata dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale
- seconda rata dell’assegnazione agevolata dei beni ai soci
È una concentrazione importante: conviene arrivarci preparati, con le somme già accantonate e gli F24 pronti.
Il secondo acconto delle imposte: come funziona
Il secondo acconto è il versamento con cui si anticipa una parte delle imposte che si pagheranno l’anno prossimo sui redditi di quest’anno. Insieme al primo acconto (versato in estate) e al saldo, completa il meccanismo di pagamento anticipato previsto dal nostro sistema fiscale.
Per calcolarlo si possono usare due metodi:
- il metodo storico, che prende come riferimento l’imposta dovuta per l’anno precedente (è il metodo più semplice e più usato)
- il metodo previsionale, che calcola l’acconto sulla base del reddito che si stima di produrre nell’anno in corso. È utile quando si prevede un reddito più basso rispetto all’anno prima, ma attenzione: se la stima si rivela troppo bassa, scattano sanzioni e interessi sulla parte versata in meno
Un punto importante: il secondo acconto si versa in un’unica soluzione e, a differenza del primo, non può essere ordinariamente rateizzato. Chi ha iniziato l’attività nel 2026, di norma, non deve versare l’acconto (non avendo un’imposta “storica” di riferimento).
Forfettari: la seconda rata è del 50%, non del 60%
Ecco il dettaglio che conviene conoscere. L’acconto complessivo si divide tradizionalmente in due rate, ma la ripartizione cambia a seconda del soggetto:
- per i contribuenti soggetti agli ISA e per i forfettari (che dagli ISA sono esclusi), la suddivisione è in due rate del 50% ciascuna, come chiarito dalla risoluzione n. 93/E del 2019: la seconda rata, quindi, è pari al 50%;
- negli altri casi, invece, si applica la ripartizione ordinaria 40% – 60%: la seconda rata è del 60%
Per un forfettario questo significa versare a novembre il 50% dell’acconto dovuto, non il 60%. Un particolare da non sbagliare, perché incide sull’importo del versamento.
Altri elementi pratici per i forfettari:
- non è dovuto alcun acconto se l’imposta sostitutiva di riferimento dell’anno precedente non supera 51,65 euro;
- il versamento si effettua con il codice tributo 1791, anno di riferimento 2026, tramite F24 telematico
- l’imposta sostitutiva è del 15% (ridotta al 5% nei primi cinque anni, se ricorrono i requisiti delle nuove attività)
Errori da evitare per le scadenze fiscali di novembre
- Dimenticare che il secondo acconto non si rateizza. A differenza del primo, va versato tutto insieme entro il 30 novembre: va accantonato per tempo
- Applicare ai forfettari la rata del 60%. Per forfettari e soggetti ISA la seconda rata è del 50%: usare la percentuale sbagliata porta a versare troppo (o troppo poco)
- Usare il metodo previsionale “a occhio”. Stimare un reddito più basso per pagare meno è lecito, ma una stima errata costa sanzioni e interessi. Va fatto con criterio
- Ignorare la LIPE del terzo trimestre. La comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA scade anch’essa il 30 novembre: dimenticarla comporta sanzioni
- Trascurare il bollo sulle fatture elettroniche. L’imposta di bollo del terzo trimestre va versata entro fine mese
- Arrivare al 30 senza liquidità. È la scadenza più pesante dell’autunno: conviene preparare gli importi con settimane di anticipo.
Un mese da pianificare, non da subire
Novembre è, dal punto di vista fiscale, un mese impegnativo: si chiude il ciclo degli acconti e si concentrano nello stesso giorno diverse scadenze di peso. La buona notizia è che si tratta di appuntamenti prevedibili: con un minimo di pianificazione, importi accantonati, calcoli verificati, F24 pronti, il 30 novembre diventa una formalità e non un’emergenza.
Il punto più delicato resta il calcolo del secondo acconto: scegliere tra metodo storico e previsionale, applicare la percentuale corretta (50% o 60% a seconda del soggetto) e non dimenticare nessuna delle scadenze collegate. È proprio qui che il supporto di un commercialista fa la differenza tra pagare il giusto e incorrere in errori.






