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Regime semplificato 2026: come funziona, requisiti, tasse e obblighi

SOMMARIO

Il regime semplificato è una modalità di tenuta della contabilità che consente a imprese individuali e società di persone di gestire gli adempimenti contabili con regole meno complesse rispetto alla contabilità ordinaria.

Ma chi può adottarlo? Quali sono i limiti di fatturato nel 2026? Come si calcolano le tasse e quali spese si possono dedurre?

In questa guida vediamo come funziona la contabilità semplificata nel 2026, quali sono i requisiti, gli obblighi fiscali, i vantaggi e le differenze rispetto al regime forfettario e alla contabilità ordinaria.

Cos’è il regime semplificato?

Il regime di contabilità semplificata è disciplinato principalmente dall’articolo 18 del DPR 600/1973 e, per la determinazione del reddito delle imprese minori, dall’articolo 66 del TUIR.

Permette di gestire la contabilità attraverso registrazioni meno articolate rispetto a quelle richieste alle imprese in contabilità ordinaria.

È importante distinguere due concetti:

  • Regime fiscale: stabilisce le modalità di tassazione del reddito.
  • Regime contabile: disciplina le scritture e gli adempimenti necessari per registrare le operazioni dell’attività.

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato con specifiche semplificazioni contabili. La contabilità semplificata e quella ordinaria sono invece modalità di tenuta della contabilità.

La contabilità semplificata può essere particolarmente adatta alle ditte individuali e alle piccole imprese che non possono o non vogliono applicare il regime forfettario.

Chi può accedere al regime semplificato nel 2026?

Possono adottare la contabilità semplificata, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa:

  • Le imprese individuali.
  • Le società in nome collettivo (SNC).
  • Le società in accomandita semplice (SAS).
  • I soggetti equiparati ammessi dalla normativa.

Per le imprese è necessario rispettare determinati limiti di ricavi.

Limiti di ricavi del regime semplificato 2026

Tipologia di attivitàLimite annuo di ricavi
Prestazioni di servizi€500.000
Altre attività, comprese quelle commerciali€800.000

I limiti sono quelli previsti dall’articolo 18 del DPR 600/1973.

Per le imprese che esercitano contemporaneamente attività di servizi e altre attività, la determinazione del limite applicabile dipende anche dalla distinta annotazione dei ricavi e dalle regole previste dalla normativa.

I limiti devono essere verificati considerando i ricavi fiscalmente rilevanti secondo le disposizioni applicabili, non semplicemente il totale delle fatture emesse.

In caso di superamento delle soglie, il passaggio alla contabilità ordinaria avviene generalmente dall’anno successivo.

I professionisti possono adottare la contabilità semplificata?

I lavoratori autonomi e i professionisti applicano le specifiche regole contabili previste per gli esercenti arti e professioni.

Se non adottano il regime forfettario, possono utilizzare la contabilità semplificata professionale, indipendentemente dai limiti di ricavi previsti per le imprese minori.

La distinzione è importante perché le regole di determinazione del reddito professionale non coincidono integralmente con quelle delle imprese minori.

Quante tasse si pagano nel regime semplificato nel 2026?

La contabilità semplificata non prevede un’imposta sostitutiva agevolata come quella del regime forfettario.

Per gli imprenditori individuali e i soci persone fisiche delle società di persone, il reddito è generalmente assoggettato a IRPEF progressiva.

Aliquote IRPEF 2026

Scaglione di reddito imponibileAliquota
Fino a €28.00023%
Oltre €28.000 e fino a €50.00033%
Oltre €50.00043%

Le aliquote si applicano per scaglioni: non tutto il reddito viene tassato con l’aliquota corrispondente alla fascia più alta raggiunta.

Esempio di calcolo delle tasse

Supponiamo che un imprenditore individuale abbia un reddito imponibile IRPEF di €33.000.

Il calcolo sarà:

  • 23% su €28.000 = €6.440
  • 33% sui restanti €5.000 = €1.650

IRPEF lorda complessiva €8.090.

L’esempio non considera eventuali detrazioni, crediti d’imposta o altre agevolazioni.

Al carico fiscale possono aggiungersi le addizionali regionali e comunali.

Occorre inoltre considerare i contributi previdenziali, che variano in base all’attività e alla gestione INPS o alla cassa professionale di appartenenza.

Nel regime semplificato si paga l’IRAP?

Dal periodo d’imposta 2022, le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni non sono più soggette a IRAP.

L’esclusione non si estende automaticamente alle società di persone, per le quali occorre verificare la disciplina applicabile.

Come si calcola il reddito nel regime semplificato?

Per le imprese minori in contabilità semplificata, l’articolo 66 del TUIR prevede un sistema di determinazione del reddito basato prevalentemente sul principio di cassa, con specifiche eccezioni.

In termini generali, il reddito si determina considerando:

Ricavi fiscalmente rilevanti − costi fiscalmente deducibili = reddito d’impresa, tenendo conto delle ulteriori componenti e rettifiche previste dalla normativa.

Per esempio, un’impresa con:

  • Ricavi incassati €80.000
  • Costi deducibili pagati €35.000

potrebbe avere un risultato iniziale di €45.000, da rettificare per le altre componenti fiscalmente rilevanti.

Non tutti i costi seguono necessariamente il criterio di cassa.

Tra le principali eccezioni rientrano, secondo le rispettive disposizioni, ammortamenti, plusvalenze, minusvalenze e altre componenti specificamente disciplinate.

Quali spese si possono dedurre?

A differenza del regime forfettario, nel quale il reddito è determinato applicando un coefficiente di redditività, nel regime semplificato i costi effettivamente sostenuti possono concorrere alla determinazione del reddito secondo le regole fiscali.

Tra le principali categorie troviamo:

  • Acquisto di merci e materiali.
  • Canoni di locazione dei locali aziendali.
  • Utenze e servizi inerenti all’attività.
  • Compensi a collaboratori e dipendenti.
  • Consulenze professionali.
  • Software e strumenti di lavoro.
  • Beni strumentali, attraverso le regole di deduzione o ammortamento applicabili.

Attenzione: una spesa non è automaticamente deducibile soltanto perché è stata pagata. Occorre verificarne l’inerenza, la documentazione e gli eventuali limiti fiscali.

Quali sono gli obblighi contabili del regime semplificato?

Le imprese in contabilità semplificata devono rispettare specifici obblighi di registrazione e conservazione documentale.

Tra i principali:

  1. Tenuta dei registri IVA delle fatture emesse e degli acquisti, secondo le disposizioni applicabili.
  2. Rilevazione degli incassi e dei pagamenti attraverso le modalità consentite dalla normativa.
  3. Gestione delle informazioni relative ai beni ammortizzabili.
  4. Conservazione delle fatture e della documentazione fiscale.
  5. Presentazione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie.
  6. Gestione degli adempimenti relativi ai dipendenti, quando presenti.

L’articolo 18 del DPR 600/1973 prevede modalità alternative di tenuta delle registrazioni, comprese quelle che utilizzano i registri IVA integrati.

Fatturazione elettronica e IVA

I contribuenti in contabilità semplificata sono generalmente soggetti agli obblighi ordinari IVA.

Devono quindi, quando previsto:

  • Emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.
  • Registrare le fatture di acquisto e vendita.
  • Effettuare le liquidazioni periodiche IVA.
  • Versare l’IVA dovuta.
  • Presentare le comunicazioni e le dichiarazioni previste.

La detrazione dell’IVA sugli acquisti è ammessa secondo le regole ordinarie e gli eventuali limiti previsti per le specifiche operazioni.

Come funzionano le rimanenze di magazzino nel regime semplificato?

Per le imprese che vendono merci o prodotti, la gestione del magazzino rimane importante anche quando si utilizza la contabilità semplificata.

Nel regime delle imprese minori disciplinato dall’articolo 66 del TUIR, le rimanenze finali non concorrono ordinariamente alla determinazione del reddito imponibile secondo le regole previste per le imprese in contabilità ordinaria.

Questo non significa che il magazzino possa essere trascurato.

La rilevazione delle scorte è utile per:

  • Monitorare il valore delle merci disponibili.
  • Controllare gli acquisti e le vendite.
  • Analizzare la marginalità dell’attività.
  • Gestire gli eventuali obblighi informativi.
  • Preparare un eventuale passaggio alla contabilità ordinaria.

Per approfondire i criteri di valutazione delle scorte, consulta la nostra guida alle rimanenze di magazzino e ai metodi di calcolo.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del regime semplificato?

Vantaggi

1. Contabilità meno complessa

Gli adempimenti sono generalmente più contenuti rispetto alla contabilità ordinaria.

2. Deduzione dei costi effettivi

Le spese inerenti all’attività possono essere dedotte secondo le regole fiscali, senza applicare il coefficiente di redditività previsto dal regime forfettario.

3. Detrazione dell’IVA

È generalmente possibile detrarre l’IVA sugli acquisti, quando sussistono i requisiti di legge.

4. Adatto alle attività con costi significativi

Può risultare conveniente per imprese che acquistano merci, sostengono spese di gestione o effettuano investimenti.

Svantaggi

1. Adempimenti fiscali più numerosi

Sono richiesti registrazioni IVA, liquidazioni periodiche e altri obblighi non ordinariamente previsti per i forfettari.

2. Tassazione progressiva

Il reddito delle persone fisiche è assoggettato alle aliquote IRPEF, che possono raggiungere il 43%.

3. Minori informazioni gestionali rispetto alla contabilità ordinaria

La struttura contabile semplificata può rendere più difficile ricostruire in modo immediato crediti, debiti e risultati economici periodici.

4. Necessità di controllare incassi e pagamenti

La corretta determinazione del reddito richiede attenzione alle movimentazioni finanziarie e alle regole fiscali applicabili.

Differenze tra regime forfettario, semplificato e ordinario

Per scegliere il regime più adatto è utile confrontare le principali caratteristiche.

CaratteristicaForfettarioSemplificatoOrdinario
TipologiaRegime fiscale agevolatoRegime contabileRegime contabile
Imposte sul redditoSostitutiva 15% o 5% con requisitiIRPEF progressiva per persone fisicheIRPEF o IRES secondo il soggetto
Costi effettiviNon deducibili analiticamenteDeducibili secondo le regole fiscaliDeducibili secondo le regole fiscali
IVARegole speciali ed esoneri ordinariRegole IVA ordinarieRegole IVA ordinarie
Fattura elettronicaGeneralmente obbligatoriaGeneralmente obbligatoriaGeneralmente obbligatoria
Limiti di accesso€85.000 di ricavi/compensi, con ulteriori requisiti€500.000 servizi, €800.000 altre attività per impreseNessun limite massimo generale
Scritture contabiliSemplificazioni specificheRegistri semplificatiScritture contabili complete

Quando conviene il regime forfettario?

Il regime forfettario può essere conveniente per professionisti e piccole attività che rispettano i requisiti e hanno costi effettivi relativamente contenuti.

La convenienza dipende dal coefficiente di redditività, dai contributi previdenziali, dall’IVA sugli acquisti e dalle condizioni personali del contribuente.

Quando conviene il regime semplificato?

La contabilità semplificata può essere adatta alle imprese che:

  • Non possono accedere al forfettario.
  • Hanno costi effettivi significativi.
  • Acquistano merci e materiali.
  • Sostengono investimenti con IVA detraibile.
  • Vogliono mantenere una gestione contabile meno articolata rispetto all’ordinaria.

Quando conviene la contabilità ordinaria?

La contabilità ordinaria può essere preferibile o obbligatoria per attività più strutturate.

Permette una rilevazione più completa di crediti, debiti, costi, ricavi e situazione patrimoniale.

Può essere utile anche per imprese che desiderano un controllo di gestione più dettagliato o devono presentare informazioni contabili a banche e finanziatori.

Come passare dal regime forfettario al semplificato?

Il passaggio può verificarsi quando il contribuente perde i requisiti per il regime forfettario oppure sceglie di applicare il regime ordinario di tassazione, nel rispetto delle regole previste.

Se i ricavi o compensi superano €85.000, ma non €100.000, l’uscita dal regime forfettario avviene ordinariamente dall’anno successivo.

Se invece superano €100.000, la cessazione del regime avviene nello stesso anno, con specifiche conseguenze ai fini IVA e delle imposte sui redditi.

Il passaggio richiede attenzione alla corretta gestione delle fatture, dell’IVA e delle componenti reddituali, per evitare duplicazioni o salti d’imposta.

Domande frequenti sul regime semplificato

Qual è il limite di fatturato del regime semplificato nel 2026?

Per le imprese minori, il limite è di €500.000 di ricavi per le prestazioni di servizi e di €800.000 per le altre attività, secondo le regole dell’articolo 18 del DPR 600/1973.

Nel regime semplificato si paga l’IVA?

Sì. Si applicano generalmente le regole IVA ordinarie, con obbligo di fatturazione, registrazione, liquidazione e versamento secondo le disposizioni applicabili.

Qual è la differenza tra forfettario e semplificato?

Nel forfettario il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi e si applica un’imposta sostitutiva. Nella contabilità semplificata il reddito è determinato secondo le regole fiscali ordinarie, considerando i costi deducibili e le altre componenti rilevanti.

Le rimanenze di magazzino contano nel regime semplificato?

Le rimanenze finali non concorrono ordinariamente al reddito delle imprese minori secondo il sistema previsto dall’articolo 66 del TUIR. Restano importanti per finalità gestionali e per gli eventuali obblighi informativi.

Posso passare dal regime semplificato al forfettario?

Sì, se sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge e non sussistono cause di esclusione. Occorre verificare anche le regole relative alle opzioni fiscali e al passaggio tra regimi.

Una SRL può adottare il regime semplificato?

No. Le società di capitali, comprese SRL e SRLS, sono soggette alla contabilità ordinaria, indipendentemente dal volume dei ricavi.

Hai una partita IVA e vuoi capire quale regime conviene?

La scelta del regime fiscale e contabile incide sulle tasse, sui contributi, sugli adempimenti e sui costi di gestione della tua attività.

Con Il Commercialista Online puoi ricevere assistenza per valutare il regime più adatto e affidare a professionisti la gestione contabile e fiscale della tua partita IVA.

La gestione della contabilità semplificata parte da €90 + IVA al mese, in base alle caratteristiche dell’attività e ai servizi richiesti.

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Cosa ne pensi?

8 risposte

  1. Buongiorno, sono un agente di commercio in regime ordinario.
    Ho messo in liquidazione 2 aziende srl di cui ero socio.
    adesso posso passare in contabilita’ semplificata ?
    Grazie

  2. Grazie per il documentato e preciso confronto tra i tre regimi contabili attualmente in vigore!

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