Di Categorie: Inps, news e bandi, Libero professionista e freelancePubblicato il: 31/03/2022Last Updated: 31/03/2022

Una delle preoccupazioni che colpisce chi è in procinto di aprire la partita iva o chi l’ha già aperta, riguarda i diritti legati ai periodi in cui per motivi di causa maggiore non è possibile lavorare. I lavoratori dipendenti, infatti, godono degli strumenti di welfare, mentre i liberi professionisti, freelance e imprenditori, no. Il problema più grande riguarda in particolare la maternità, la disoccupazione, l’infortunio e la malattia. In realtà, il binomio partita iva e indennità di malattia esiste: ci sono tutele anche a favore dei titolari di partita iva in caso di infortunio, malattia, maternità.

Abbiamo deciso di scrivere questo articolo proprio per fare chiarezza su questi aspetti che spesso sono poco conosciuti.

Partita IVA e welfare

In linea generale, i servizi di welfare sono erogati dall’ente previdenziale al quale si versano i contributi. Questo significa che i lavoratori dipendenti sono legati all’INPS Gestione Dipendenti, mentre i titolari di partita IVA sono legati a una delle seguenti Gestioni INPS:

o ancora, in caso di specifici ordini, alla propria cassa professionale di appartenenza. 

Oltre agli aspetti burocratici e fiscali, la differenza tra le suddette gestioni INPS riguarda gli importi erogati, la durata del beneficio, le condizioni di accesso. Di fatto, quindi, le tutele per i freelance, i liberi professionisti e gli imprenditori ci sono, il welfare per i titolari di partita IVA c’è, ma non è equiparabile a quello previsto per i lavoratori dipendenti. Attenzione, dunque, a non confondere il “non esiste” con il “è come se non esistesse, ma c’è!”. Unica eccezione, che però non riguarda il binomio partita iva e indennità di malattia, è relativo alla disoccupazione. Quest’ultima, infatti, non è prevista e non spetta in caso di chiusura della partita IVA! 

Partiva Iva e indennità di malattia nella gestione separata

Coloro i quali sono iscritti alla Gestione Separata INPS hanno diritto all’indennità di malattia solo se sono rispettati i seguenti punti:

  • almeno 1 mese figurativo di contribuzione nel corso dei 12 mesi precedenti
  • reddito dell’anno solare precedente inferiore al 70% del massimale (inferiore a 70.000 euro circa)

Occorre poi fare una distinzione tra indennità di malattia per ricovero ospedaliero e indennità di malattia per malattia domiciliare.

Indennità di malattia per ricovero ospedaliero

L’indennità per ricovero ospedalieo spetta per un numero massimo di 180 giorni per anno solare. Il titolare di partita IVA che la richiede, deve presentare la domanda online allegando anche la lettera di dimissioni scritta e rilasciata dall’ospedale. 

NOTA BENE: I periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, o di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%, sono equiparati, ai fini della durata della prestazione e della misura dell’indennità, al ricovero ospedaliero.

L’importo dell’indennità giornaliera spettante a seguito di ricovero ospedaliero non è fisso. Esso varia in funzione del numero di mensilità di contribuzione figuranti nei 12 mesi precedenti. Nello specifico:

  • 45 euro al giorno da 1 a 4 mesi di contribuzione
  • 67 euro al giorno da 5 a 8 mesi di contribuzione
  • 90 euro al giorno da 9 a 12 mesi di contribuzione

Indennità di malattia per malattia domiciliare

L’indennità per malattia domiciliare spetta per un numero massimo di 61 giorni per anno solare. Attenzione però! Solo dal 4° giorno consecutivo di malattia. Il titolare di partita IVA che ne deve usufruire, deve richiedere al medico di base l’invio telematico all’INPS del certificato di malattia entro e non oltre 1 giorno dall’inizio della malattia. Solo dopo aver provveduto al suddetto invio, potrà procedere con la compilazione e l’invio della domanda d’indennità online. 

L’importo dell’indennità giornaliera spettante a seguito di ricovero ospedaliero non è fisso. Esso varia in funzione del numero di mensilità di contribuzione figuranti nei 12 mesi precedenti. Nello specifico:

  • 22 euro al giorno da 1 a 4 mesi di contribuzione
  • 34 euro al giorno da 5 a 8 mesi di contribuzione
  • 45 euro al giorno da 9 a 12 mesi di contribuzione

NOTA BENE: c’è anche la possibilità di sospendere il versamento dei contributi INPS. Nello specifico, se la malattia si protrae oltre i 2 mesi, è possibile richiedere la sospensione del versamento per l’intera durata della malattia (anche oltre i 61 giorni), fino a un massimo di 2 anni. 

ATTENZIONE: i periodi di malattia o ricovero dei titolari di partita IVA (a differenza di quanto vale per i dipendenti), non sono conteggiati ai fini pensionistici. Questo significa, che se in un anno, un libero professionista fa 1 mese di malattia, ai fini pensionistici saranno considerati solo 11 mesi e non 12!

Partiva Iva e indennità di malattia nelle altre gestioni

Per gli iscritti alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti non è prevista alcuna tutela.

Per gli iscritti alle Casse di Previdenza Professionali, invece, le tutele variano da caso a caso a seconda del regolamento del singolo istituto. 

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Commenti
  1. Angelo Maria Mastroianni 02/04/2022 at 21:11 - Reply

    Buonasera.
    Ho aperto il Vs. link in quanto viene riportato il seeguente periodo: “I titolati di partita IVA (non tutti) hanno diritto all’indennità di malattia e spesso non lo sanno.”.
    L’affermazione mi ha fatto sobbalzare, in quanto sembrerebbe che tale diritto spetterebbe a quasi TUTTI I TITOLARI DI PARTITA IVA.
    Poi… leggendo nel dettaglio, si rileva, invece, che I TITOLARI DI PARTITA IVA CHE HANNO DIRITTO ALL’INDENNITA’ DI MALATTIA NON SONO TUTTI MA SOLO QUELLI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA -L.335/95- ED IN POSSESSO DI SPECIFICE CONDIZIONI.
    Chiedo scusa, ma ritengo che la precisazione era necessaria.

    Saluti.
    Angelo Maria Mastroianni

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