Come emettere fattura dopo il Decreto Dignità

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(Last Updated On: 15 novembre 2018)

come emettere fattura

 

Dal 14 luglio 2018 è entrato in vigore il decreto legislativo 87/2018. Un provvedimento a cui prestare attenzione, soprattutto nella compilazione delle fatture emesse. A seguito dell’attuazione del decreto, infatti, le Partite Iva non saranno più soggette alla scissione dei pagamenti. Nell’articolo di oggi capiamo insieme come emettere fattura dopo il Decreto Dignità. Quali diciture occorre inserire? Quando? Cosa cambia in termini di tempistiche?

Addio split payment per i professionisti

L’entrata in vigore del Decreto Dignità ha abolito in modo definitivo lo split payment per tutti i professionisti che fatturano annoverando tra i propri clienti le pubbliche amministrazioni, relative controllate e società quotate in Borsa.

Entrando nello specifico, l’articolo 12 del DL 87/2018 prevede che lo split payment per i professionisti (meccanismo della scissione dei pagamenti) non sia più in vigore per tutti i compensi assoggettati a ritenuta, sia essa d’acconto o d’imposta.

Come emettere fattura per la pubblica amministrazione, le relative controllate e le società quotate in Borsa

Giri e giri di parole spesso portano solo tanta confusione. Analizziamo nello specifico e con praticità i principali cambiamenti e come emettere fattura senza incorrere in errori.

  • Non si deve più indicare sulla fattura la dicitura “scissione dei pagamenti”.
  • Il cliente del professionista, una volta ricevuta la fattura, quando si appresta a pagare si deve ricordare di trattenere la ritenuta e versare al professionista l’IVA. In alcuni casi, inoltre, è possibile portare tali fatture in detrazione fiscale.
  • Il professionista che emette fattura inizia così ad avere un debito IVA. Occorre quindi liquidare l’imposta e versarla all’erario.

 

I casi in cui occorre pagare l’iva

In base al tipo di cliente a cui si presta il proprio servizio, il metodo di versamento dell’IVA cambia. Al momento dell’emissione della fattura oppure al momento del pagamento da parte della parte committente. Se quest’ultima appartiene alla Pubblica Amministrazione il versamento dell’imposta avrà luogo al pagamento del documento fiscale. Fondamentale in questo caso la presenza della frase “Fattura a IVA differita”.

Quando si tratta di società, l’IVA deve essere versata all’emissione della fattura stessa ed entro il giorno 16 del mese successivo a quello di compilazione e invio del documento fiscale. In alternativa, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre.

 

30 semplificazioni in arrivo per la lotta all’evasione e un minor numero di adempimenti

Tra le proposte di legge della presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, ce n’è una volta a semplificare la burocrazia fiscale e a diminuire gli oneri da adempimenti per imprese e professionisti.
Il punto di partenza di questa proposta riguarda gli adempimenti IVA. Si cerca di introdurre un plafond per lo split payment. L’obiettivo? Ridurre le penalizzazioni per i fornitori della Pubblica Amministrazione. Ma la proposta, toccherà anche altri punti cruciali. Dalla dichiarazione d’intento allo snellimento dei versamenti fiscali. Previste anche semplificazioni a opera dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione di modelli e dichiarazioni varie. In discussione, l’uso dei crediti inesistenti o non spettanti in compensazione e le procedure del redditometro. Tra le 30 semplificazioni proposte, trova spazio anche il rilancio del ruolo dello Statuto del contribuente. Maggiori dettagli si avranno certamente nel corso delle prossime settimane.

 

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