Collaboratori familiari: ecco quando versare l’INPS

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(Last Updated On: 30 maggio 2018)

Collaboratori familiari contributi inps

E’ possibile accettare l’aiuto di collaboratori familiari in azienda senza incorrere in sanzioni? Ecco come comportarsi per evitare di appesantire le piccole imprese di ulteriori oneri INPS e non incorrere in pesanti sanzioni da parte degli ispettori del lavoro.

Il Ministero del Lavoro con le circolari 10478 del 10 giugno 2013 e n. 14184 del 5 agosto 2013 ha chiarito la posizione previdenziale e giuridica dei collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura e del commercio. Vediamo tutto nel dettaglio.

Chi è il Collaboratore Familiare?

Il collaboratore familiare è colui che collabora con il titolare di una ditta individuale ed ha con questi un rapporto di parentela entro il terzo grado, ossia: coniuge, nonni, genitori, figli, fratelli, sorelle, nipoti, zii, suoceri, nonni del coniuge, cognati, zii del coniuge, nipoti del coniuge (art. 230 bis del codice civile).

Se trattasi di una collaborazione occasionale può essere a titolo gratuito; invece, se è invece trattasi di una attività continuativa, deve essere necessariamente regolata da un apposito contratto e congrua retribuzione.

Possono avvalersi della collaborazione familiare a titolo gratuito le seguenti imprese:

  • Impresa artigiana;
  • Impresa commerciale;
  • Impresa agricola.

Quando i collaboratori familiari devono essere iscritti all’INPS?

Nella maggior parte dei casi trattasi di collaborazione prestata all’interno di un contesto familiare in virtù di un rapporto basato sul legame affettivo, che non prevede la corresponsione di alcun compenso.

Tuttavia, occorre comunque versare i contributi INPS per i collaboratori familiari quando lavorano nell’azienda in modo abituale e prevalente rispetto a tutte le altre attività lavorative.

Quando la collaborazione familiare non comporta l’obbligo di versare i contributi?

I collaboratori familiari che prestano la loro attività in maniera occasionale non sono tenuti ad iscriversi all’INPS e che non percepiscono compensi, essendo questa una prestazione fondata sul “legame solidaristico ed affettivo proprio del contesto familiare”.

In generale, “per attività occasionale si intende quella caratterizzata dalla non sistematicità e stabilità dei compiti espletati, non integrante comportamenti di tipo abituale e prevalente nell’ambito del funzionamento e gestione dell’impresa”.

Secondo il Ministero del Lavoro, la prestazione del familiare è da considerarsi sempre occasionale in presenza delle seguenti situazioni:

  1. prestazioni rese da familiare pensionato;
  2. prestazioni rese da familiare impiegato full time presso altro datore di lavoro;
  3. prestazioni rese nell’ambito quantitativo di 90 giorni nell’anno solare, ovvero ore 720 per anno. Le 720 ore possono essere svolte anche in più di 90 giorni, se l’attività del familiare si espleta solo per qualche ora al giorno. 

Nei suddetti casi la collaborazione del familiare si considera sempre presuntivamente occasionale. Attenzione: il personale ispettivo potrà contestare il mancato rispetto di tale parametro solo “mediante la rigorosa acquisizione di elementi di natura documentale o testimoniale”.

Quali collaboratori familiari rientrano nelle collaborazioni occasionali?

Per quanto attiene il riscontro del vincolo di parentela, si ritiene opportuno ricondurre in linea generale nell’ambito delle collaborazioni occasionali quelle instaurate tra il titolare dell’azienda, oltre che con il coniuge, con i parenti e gli affini entro il terzo grado. In proposito, si ricorda che sono parenti:

  • di primo grado i genitori e i figli;
  • di secondo grado i nonni, i fratelli e sorelle, i nipoti intesi come figli dei figli;
  • di terzo grado i bisnonni e gli zii;
  • i nipoti intesi come figli di fratelli e sorelle, i pronipoti intesi come figli dei nipoti di secondo grado.

Riguardo agli affini sono tali i parenti del coniuge:

  • di primo grado i suoceri;
  • di secondo grado i nonni del coniuge e i cognati;
  • di terzo grado i bisnonni del coniuge, gli zii del coniuge, i nipoti intesi come figli dei cognati.

I collaboratori familiari devono comunque iscriversi all’INAIL?

La situazione è diversa per quanto concerne l’obbligo dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro INAIL. Infatti, secondo l’istituto assicurativo non occorre assicurare le prestazioni accidentali ovvero le prestazioni rese una o due volte nell’arco del mese a condizione che non siano superiori alle 10 giornate lavorative nell’arco dell’anno solare. Quando il collaboratore familiare supera il predetto limite è necessario iscriverlo all’INAIL, versando il relativo premio, anche se è esente dall’iscrizione all’INPS.

Occorre stipulare un contratto?

Quando trattasi di collaborazione familiare avente i requisiti dell’occasionalità, non è necessario stipulare un contratto di assunzione scritto, ma si concretizza con fatti concludenti che realizzano il rapporto di lavoro e la specifica volontà del familiare di prestare la sua attività.

Tuttavia, anche se non sussista obbligo di assunzione scritta, è comunque possibile di mettere per iscritto almeno gli accordi principali a cui far riferimento in caso di controversia.

Hai bisogno di aiuto?

Per ulteriori approfondimenti su come inquadrare un collaboratore o per la gestione del tuo personale dipendente in generale, non esitare a contattarci compilando il form che trovi nella pagina Preventivi oppure lascia il tuo commento qui sotto.

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23 commenti
  1. Anna De Marco
    Anna De Marco dice:

    Ottimo articolo ma i collaboratori familiari coo menoo di 90 giorni hanno diritto alla disoccupazione?

    Rispondi
  2. MARIA
    MARIA dice:

    Salve, nel caso di un familiare che presta lavoro gratuito, è necessario anche stipulare un contratto con la ditta individuale in oggetto?

    Rispondi
  3. Debora
    Debora dice:

    buonasera, chi presta la propria attività in modo continuativo e prevalente come collaboratore familiare, presso un centro revisioni in quale categoria deve pagare i contributi INPS non avendo ancora i requisti per essere iscritto come artigiano?

    Rispondi
  4. Enrico
    Enrico dice:

    interessante , vorrei sapere mia moglie è commerciante un bar e una edicola su due unità locali può farsi aiutare dalla figlia studente per 3/4 ore al di per 5 giorni settimana senza versare INPS per la figlia grazie per risposta

    Rispondi
  5. antonio
    antonio dice:

    buongiorno
    mia moglie è produttore agricolo e io vorrei aiutarla nella vendita dei prodotti. Rimanendo sotto le 720 ore non obbligo alcuno nei confronti dell’inps?
    Devo comunque denunciare la mia presenza all’inps come coaiuvante o, essendo una collaborazione occasionale, non devo dire nulla a ll’inps e fare solo l’iscrizione all’inail?
    grazie

    Rispondi
  6. Vita Alberta Ampola
    Vita Alberta Ampola dice:

    Buongiorno,mio marito ha una rosticceria e vorrei sapere dato che io e i nostri 2 figli lo aiutiamo,se dobbiamo pagare tutti e 4 i contributi ,,(cosa assolutamente impossibile) e inoltre il nostro consulente ci ha detto che non possiamo mettere in regola i ragazzi perché nostri figli.Io credo che non é una cosa giusta ,per questo motivo chiedo aiuto per un futuro migliore grazie anticipatamente

    Rispondi
  7. Michele Santelia
    Michele Santelia dice:

    Buongiorno, vorrei sapere se ci sono state modifiche alla legge.
    Non mi è chiaro come chi sia preposto al controllo, presumo l’Ispettorato del Lavoro, possa farlo
    se non vi è un contratto scritto. In particolare io potrei aiutare i miei figli nell’attività famigliare per
    le 720 ore annue… ma come bisogna giustificarle? Nessuno sa darmi una spiegazione grazie.

    Rispondi
  8. Marisa Meraldi
    Marisa Meraldi dice:

    Buongiorno,

    dal 1° di ottobre 2018 mio marito otterrà la pensione con 41 anni come lavoratore precoce.
    Potrebbe aiutarmi per qualche ora alla settimana nella mia attività commerciale, senza ovviamente percepire compenso? Ci è stato detto che potrebbe perderla.
    Grazie per la risposta

    Rispondi
  9. Anastasia
    Anastasia dice:

    Salve! Mio è un artigiano edile e a volte tipo due volte a settimane per un paio di ore ha bisogno di me. A questo punto vi siamo rivolti al nostro commercialista che ha fatto contratto come collaboratrice però dopo tre mesi abbiamo da pagare solo per me 944 euro che giustamente per quel poco che faccio non gli guadagno neanche per sogno. Come dobbiamo fare? Grazie!!!

    Rispondi

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