Bonus Ristrutturazione 2018: Ecco le novità

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(Last Updated On: 4 aprile 2018)

Bonus Ristrutturazione 2018

Bonus Ristrutturazione anche nel 2018: tutte le novità nella nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate.

Anche per il 2018 si potrà fruire di questo beneficio fiscale essenziale per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili ad uso abitativo, anche quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. A partire da quest’anno sono state introdotte alcune novità, che esaminiamo e riepiloghiamo insieme alle caratteristiche del bonus.

Cos’è il Bonus Ristrutturazione?

Il Bonus Ristrutturazione è la più conosciuta tra le le agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, e permette alle persone fisiche di detrarre dall’IRPEF i costi per i lavori di ristrutturazione effettuati sulle proprie abitazioni. Nel dettaglio consiste in:

  • Detrazione del 50% per le le spese sostenute sui lavori effettuati dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2018 e nel limite massimo di spesa di € 96.000 per ciascuna unità immobiliare;
  • Ripartizione della detrazione in 10 quote annuali di uguale importo a partire dall’anno in cui la spesa è stata sostenuta.

Per il 2019 invece, se non ci saranno successive proroghe, il bonus si ridurrà nella misura della detrazione del 36% delle spese entro il limite massimo di € 48.000.

ESEMPIO PRATICO

Un contribuente sostiene un costo di ristrutturazione di € 50.000 e la detrazione spettante al 50% di € 50.000 ovvero è pari a € 25.000 da suddividere in dieci rate annuali di pari importo e quindi € 2.500 annui.

Quali sono le novità del 2018?

Tra gli adempimenti necessari per poter usufruire del Bonus Ristrutturazione, è stato introdotto a partire dal 2018 l’obbligo di trasmissione all’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) una comunicazione relativa ai lavori effettuati in modo che l’Ente possa monitorare il risparmio energetico raggiunto con gli interventi effettuati sugli edifici, così come avviene già per l’Ecobonus.

Chi può usufruire del Bonus?

Altra novità del 2018 è l’estensione della platea di soggetti beneficiari del bonus. Infatti, a partire da quest’anno, potranno usufruire del Bonus anche gli Istituti autonomi per le case popolari e gli enti che hanno la stessa finalità sociale purché costituiti nella forma di house providing.

Restano confermati tra i beneficiari del Bonus i contribuenti assoggettati all’IRPEF, ossia:

  • i proprietari e i nudi proprietari dell’immobile;
  • i soggetti titolari di diritto reale di godimento (come usufrutto, uso e abitazione) sull’immobile oggetto della ristrutturazione;
  • i locatari e i comodatari;
  • i soci di cooperative;
  • gli imprenditori individuali e i soggetti indicati all’art. 5 del TUIR per gli immobili che non rientrano fra i beni strumentali o merci.

Quali sono i lavori ammessi all’agevolazione?

Non cambiano invece i lavori rientranti nel bonus, infatti per ristrutturazione edilizia ai fini della fruibilità del bonus sono compresi quei lavori diretti alla trasformazione di un fabbricato, nel dettaglio sono inclusi:

  • manutenzione straordinaria, ovvero le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Sono opere di manutenzione straordinaria ad esempio:
    • installazione di ascensori e scale di sicurezza;
    • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
    • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di
      materiale o tipologia di infisso;
    • rifacimento di scale e rampe;
    • interventi finalizzati al risparmio energetico;
    • recinzione dell’area privata;
    • costruzione di scale interne;
  • restauro e risanamento conservativo ovvero gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili come ad esempio i seguenti interventi:
    • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado;
    • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti;
    • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali;
  • ristrutturazione edilizia: negli interventi di questo tipo sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare ad un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. Esempi di ristrutturazione edilizia sono:
    • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente;
    • modifica della facciata;
    • realizzazione di una mansarda o di un balcone;
    • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
    • apertura di nuove porte e finestre;
    • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche altre spese quali ad esempio quelle per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento, le spese per l’acquisto dei materiali, gli oneri di urbanizzazione.

Quali i requisiti per usufruire del Bonus?

  • La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. N.B. Fino al 31 dicembre 2018 il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% è di € 96.000 per ciascuna unità immobiliare;
  • Il Bonus Ristrutturazione non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

Quali gli adempimenti per accedere al Bonus?

  • Comunicazione preliminare alla Azienda Sanitaria Locale, contente le informazioni relative al tipo di intervento da realizzare, i dati identificativi del committente dei lavori e dell’impresa incaricata e la data di inizio dei lavori. Tale comunicazione non va fatta nei casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono tale obbligo.
  • Comunicazione all’ENEA delle informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.

Come effettuare i pagamenti?

Ricordiamo infine che per detrarre dall’IRPEF i costi sostenuti per la ristrutturazione è necessario che i pagamenti vengano effettuati utilizzando il bonifico bancario o postale e riportando i seguenti dati:

  • Indicazione della norma “articolo 16-bis del DPR 917/1986” nella causale;
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • Codice fiscale e partita IVA del soggetto che effettua i lavori.

Anche l’IVA è agevolata?

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota IVA ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni; più precisamente:

  • Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria l’IVA ridotta al 10% si applica sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative. Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’IVA ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.
  • Per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, l’IVA ridotta al 10% si applica per tutti gli altri interventi di recupero edilizio.

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