Affiliate marketing e tasse: come comportarsi per non sbagliare

Affiliate marketing
 
(Last Updated On: 18 Giugno 2019)

Con l’aumentare delle attività online, una possibilità da non sottovalutare per aumentare le entrate, consiste nell’affiliate marketing.

Per chi ha un sito internet, arrotondare con la pubblicità potrebbe costituire un’opportunità da valutare. Sono necessari solo un PC e una connessione internet per guadagnare anche centinaia di euro a settimana!
Il post di oggi è dedicato a tutti coloro i quali vogliono iniziare un business di affiliate marketing: cosa fare per mettersi in regola con il Fisco. Capiremo quando è necessario aprire la partita IVA e quali sono le tasse affiliate marketing.

Cos’è l’affiliate marketing?

L’affiliate marketing è uno strumento utilizzato da molte aziende per vendere beni o servizi attraverso siti web esterni, detti appunto affiliati. Il tutto per promuovere la propria rete di vendita.

L’affiliate marketing è un accordo tra un inserzionista (Google Adsense, Zanox e Tradedoubler) e un affiliato (proprietario di un sito web). Quest’ultimo mette a disposizione uno spazio del proprio sito per ospitare diversi contenuti. Nella maggior parte dei casi si tratta di un blog di settore. Di fatto, è una vera e propria vendita, ed è per questo motivo che occorre tenere in considerazione le tasse affiliate marketing.

Come si guadagna con l’affiliate marketing?

Normalmente l’inserzionista riconosce al proprietario del sito web una provvigione variabile sulle vendite ottenute grazie all’inserzione. Di solito, le provvigioni corrisposte si basano su diversi criteri e più precisamente:

  • Pay Per Lead (PPL): un importo fisso per ogni iscrizione fatta dagli utenti che provengono dal sito;
  • Pay Per Click (PPC): un importo fisso per ogni click degli utenti su banner o link inseriti nel sito;
  • Pay Per Sale (PPS): una percentuale (o un importo fisso) sul valore degli acquisti fatti da visitatori provenienti dal sito.

Partita IVA: subito o si può aspettare un po’?

La prima domanda che ci viene posta da chi si accinge ad avviare questa o altre professioni online è la seguente:

Se decido di avviare un’attività di Affiliate Marketing, devo aprire subito partita IVA oppure posso aspettare che i miei guadagni aumentino?

Stabiliamo subito che l’apertura della partita IVA non è affatto legata ai guadagni conseguiti con l’attività. Il famigerato tetto dei 5.000 euro non è assolutamente legato all’obbligo di apertura della partita IVA. La necessità di aprire la Partita Iva è, infatti, connessa con l’esercizio abituale e continuativo di un’attività. Questo significa che quando l’attività occasionale comporta introiti superiori ai 5.000 euro non si deve aprire partita IVA. Se invece l’attività è abituale (per esempio un negozio online) la partita IVA deve essere aperta sin dal principio.

Occasionale o abituale e continuativa? Questo è il dilemma! Non sempre è facile comprenderlo! Come si considera per esempio l’affiliate marketing? È possibile esercitare l’affiliate marketing in maniera occasionale?

L’affiliate marketing potrebbe essere considerata un’attività occasionale?

In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, difficilmente l’attività di affiliate marketing potrebbe essere considerata occasionale. Questo perché trattasi di attività effettuata su un sito web accessibile sempre: 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Tuttavia se si ritiene di riuscire a dimostrare, anche grazie ai ricavi irrisori, che trattasi di attività occasionale, è possibile evitare l’apertura della partita IVA. Per far ciò è necessario documentare che trattasi di attività occasionale e conservare tutti i documenti che lo dimostrano per diverso tempo. I controlli, infatti, sono spesso effettuati dopo anni.

Per non correre rischi la soluzione potrebbe essere rappresentata dalla partita IVA agevolata con il regime forfettario. Ma vediamo prima come aprire partita IVA come affiliate marketing.

Affiliate marketing: Libero professionista o ditta individuale?

Quando si apre partita IVA ormai i nostri lettori assidui sapranno che è fondamentale capire se trattasi di un’attività inquadrata come ditta individuale o rientrante tra quelle del libero professionista. Cerchiamo di capire meglio con un esempio pratico.

Ad esempio, un ingegnere che ha guadagni derivanti dai banner presenti su un blog, con attività principale di professionista. In questo occorre aprire partita IVA da libero professionista iscrivendosi eventualmente all’albo, alla cassa di previdenza o alla gestione separata INPS.

Se invece trattasi di un affiliate marketer che guadagna dalle sponsorizzazioni di post, dalla pubblicità sul tuo sito web o dall’advertising di prodotti specifici, allora occorrerà aprire una partita IVA come ditta individuale.

Cosa fare per avviare l’attività di affiliate marketing?

Chi decide di intraprendere la strada dell’affialiate marketing, deve adempiere agli obblighi contributivi e fiscali di qualsiasi ditta individuale tradizionale e quindi procedere con:

  • apertura della Partita Iva,
  • iscrizione Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio
  • Iscrizione all’INPS (Gestione IVS Commercianti ed Artigiani INPS)

Codice Ateco per Affiliate Marketing

Il codice Ateco da utilizzare in questo caso potrebbe essere il seguente:

73.11.02 – CONDUZIONE DI CAMPAGNE DI MARKETING E ALTRI SERVIZI PUBBLICITARI

È possibile aprire partita IVA agevolata?

SÌ! Per cercare di arginare i costi e le spese, la soluzione potrebbe essere quella di ricorrere all’unico regime fiscale agevolato attualmente esistente: il regime forfettario.

Trattasi di un regime fiscale semplificato, regime naturale per le partite IVA individuali con una soglia di fatturato massimo di 65.000 euro.

Il reddito è determinato con un coefficiente di redditività del 78% in base al codice ateco e le fatture nel regime forfettario vengono emesse senza applicare l’IVA e la ritenuta d’acconto (per scoprire come emettere fattura nel regime forfettario consultare il nostro post COME EMETTERE LA FATTURA NEL REGIME FORFETTARIO). L’imposta da applicare sul reddito nel regime forfettario start-up è molto vantaggiosa ed è pari al 5% per i primi 5 anni di attività, dopo i quali sale al 15%.

Attenzione però! Tutto questo è possibile solo se si possiedono i requisiti per accedere al regime forfettario 2019. Per verificarlo, consultate il nostro post al seguente link: Regime Forfettario 2019 e nuovi limiti

Affiliate Marketing e contributi INPS

Ed ecco la nota dolente. Il problema più grande di chi apre partita IVA per svolgere un’attività di affiliazione è rappresentato dai contributi fissi INPS. Il problema è importante in quanto, soprattutto nella fase iniziale, quando i guadagni sono veramente irrisori, il rischio che i contributi previdenziali INPS superino il reddito percepito è elevato.

A prescindere dal fatturato, i contributi fissi dovuti alla Gestione Commercianti ed Artigiani INPS sul reddito minimale di 15.710 euro sono pari a 3.777,84 euro (così suddivisi: 3770,40 euro a titolo di IVS e 7,44 euro a titolo di maternità).

Attenzione però! Se si adotta il regime forfettario, è prevista la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti alla Gestione Commercianti INPS. Per effetto della riduzione, la quota di contributi fissi da versare passa da 3.777,64 euro annuali a 2.458,20 euro da versare in 4 rate trimestrali di pari importo. Per scoprire come richiedere la riduzione dei contributi INPS potete consultare il post di approfondimento al seguente link: INPS AGEVOLATA PER FORFETTARI

Come tassare i guadagni dell’affiliate marketing?

I guadagni derivanti dall’affiliate marketing devono essere obbligatoriamente inseriti nella dichiarazione dei redditi. E quindi, se trattasi di:

  • prestazioni di lavoro autonomo occasionale, si deve utilizzare il quadro RL della dichiarazione dei redditi;
  • lavoro autonomo, confluiscono nel quadro relativo al regime fiscale applicato.

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Nonostante in questo post si siano fornite le linee guida per l’attività di affiliate marketing, potresti comunque avere ulteriori dubbi o necessitare di maggiori info.

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2 Comments

  1. Avatar for Guglielmo

    Con il codice ateco indicato è possibile iscriversi alla gestione separata?

  2. Avatar for Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela

    Buongiorno, dipende dalla sua attività principale l’iscrizione previdenziale. Se libero professionista con attività accessoria può iscriversi alla gestione separata. Altrimenti gestione artigiani e commercianti dell’INPS. Cordialità


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