Vies iscrizione immediata

Vies iscrizione immediata

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Decreto semplificazioni: al via l’iscrizione immediata alla banca dati VIES per effettuare operazioni intracomunitarie e cancellazione d’ufficio in caso di mancata presentazione dei modelli Intrastat per quattro trimestri consecutivi

Le modifiche apportate all’art. 35, D.P.R. 633/1972, ad opera dell’art. 22del decreto semplificazioni fiscali, rappresentano una importante novità in materia di IVA.
Il comma 7-bis dell’art. 35, così come modificato dal decreto, prevede ora l’inclusione immediata nella banca dati del soggetto passivo che eserciti l’opzione nella dichiarazione di inizio attività e la presunzione, da parte dell’Agenzia, che egli non intenda più porre in essere operazioni Intra qualora non presenti alcun elenco riepilogativo per quattro trimestri consecutivi successivi all’inclusione nella suddetta banca dati; presunzione che ha l’effetto di escludere la partita IVA dall’archivio, salvo l’invio preventivo, da parte dell’Ufficio, di apposita comunicazione al contribuente, che possa consentirgli, attraverso un contraddittorio volto al superamento della presunzione, di evitare l’estromissione dalla banca dati VIES spiegando le ragioni della mancata presentazione degli elenchi.
L’art. 22 interviene, poi, da un lato, sopprimendo il comma 7-ter, eliminando dunque la possibilità di emanazione di uno specifico provvedimento di revoca da parte dell’Agenzia e, dall’altro, introducendo un ulteriore periodo al successivo comma 15-bis, che consente, invero, alla stessa, di poter decretare la cessazione della partita IVA in esito all’attività di verifica dei dati forniti dal contribuente. Pertanto, se questi risulteranno essere incompleti o inesatti, l’Ufficio chiuderà la partita IVA e provvederà ad escluderla dall’archivio VIES.

Considerazioni conclusive

Con le modifiche introdotte all’art. 35 del D.P.R. 633/1972, il legislatore ha inteso allineare la disciplina interna al diritto comunitario in tema di attribuzione del numero identificativo ai fini IVA (regolamento UE n. 904/2010).
Le conseguenze di tale intervento sono notevoli.
Innanzitutto, i controlli che l’Amministrazione ha finora posto in essere in via preventiva rispetto all’inclusione nella banca dati, verranno, d’ora in poi,effettuati ex postrispetto al compimento dell’operazione, permettendo, in tal modo, all’operatore italiano che ne abbia espressamente manifestata la volontà, di realizzare fin da subito non solo operazioni interne ma anche operazioni intracomunitarie.
Al contempo però, il regime sanzionatorio diventa più penalizzante, in quanto l’inesattezza o l’incompletezza dei dati potranno portare, oltre che alla cancellazione dall’archivio, anche e soprattutto alla cessazione della partiva IVA.
Le novità in commento non sembrano ancora una volta ispirarsi all’orientamento della Corte di Giustizia, teso a dare rilevanza, al fine diqualificare un’operazione come intracomunitaria, all’aspetto sostanziale piuttosto che a quello formale: tra i requisiti sostanziali richiesti ai fini della non imponibilità delle cessioni intracomunitarie, infatti, non è affatto previsto l’obbligo di iscrizione all’archivio VIES, configurando, invece, questo, unrequisito meramente formale. Pertanto, l’eventuale mancata inclusione, nel caso di sussistenza della prova dell’effettiva destinazione dei beni ceduti nel territorio dello Stato membro, a dire della Corte, non preclude il diritto di non imponibilità.

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