SCONTO INPS: forfetari attenti alla scadenza

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(Last Updated On: 22 maggio 2018)

Il regime agevolato contributivo INPS per i contribuenti forfetari è stato prorogato anche per il 2018 senza alcuna modifica.

Vediamo chi può aderire all’agevolazione e cosa fare per presentare la domanda per usufruire dell’agevolazione.

Come funziona il regime contributivo INPS agevolato?

Il regime contributivo agevolato, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016, è quel particolare regime che permette ai titolari di partita IVA che hanno aderito al regime forfetario ed iscritti alla Gestione Commercianti ed Artigiani dell’INPS di beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi fissi INPS dovuti.

Infatti, normalmente, una Ditta Individuale versa annualmente € 3.529,06 (3.521,62 IVS + 7,44 maternità) di contributi fissi che coprono il cosiddetto reddito minimale pari ad € 15.548; superata questa soglia (cioè sul reddito eccedente € 15.548) si versa in forma percentuale con un’aliquota di circa il 23% (fino ad una soglia di circa € 46.123,00 oltre la quale si verserà il 24% circa).
Per effetto della riduzione contributiva, per i contribuenti forfetari i contributi INPS dovuti sul
minimale sono pari ad € 2.400 circa.

Ricordiamo infatti che i contributi INPS possono essere versati in modalità ordinaria o in modalità ridotta, accessibile solo su richiesta del contribuente se in possesso dei requisiti.

Quali soggetti possono aderire al regime contributivo agevolato?

L’agevolazione contributiva può essere richiesta esclusivamente dai soggetti passivi IVA che hanno aderito al regime forfetario e che svolgono attività di impresa, quindi iscritti alla Gestione IVS INPS Artigiani e Commercianti.
Restano quindi esclusi dallo sconto contributivo i titolari di partita IVA che, pur appartenendo al regime forfetario, esercitano attività professionali per le quali non è previsto l’obbligo di iscrizione a una cassa e coloro che sono tenuti per legge ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, i cosiddetti professionisti senza cassa.

Come si accede al regime contributivo agevolato?

Il soggetto in possesso dei requisiti previsti (titolare di partita IVA che ha aderito al regime forfetario, iscritto alla Gestione Commercianti ed Artigiani dell’INPS) deve presentare il modulo di domanda direttamente sul sito dell’INPS accedendo con il proprio Pin dispositivo alla sezione “Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti”.

Quando presentare la domanda?

L’agevolazione deve essere richiesta nell’anno in cui si vuole beneficiare della riduzione contributiva con delle specifiche a seconda dei casi:

  • i contribuenti forfetari che hanno avviato l’attività nel 2017 ma che non hanno mai presentato la domanda devono farlo entro il 28 febbraio per poter godere della riduzione dei contributi nel 2018;
  • i contribuenti forfetari che avviano l’attività nel corso del 2018 devono trasmettere l’adesione entro 30 giorni dalla data di iscrizione all’INPS.

Attenzione, per coloro che hanno già beneficiato del regime contributivo agevolato lo scorso anno non è necessario presentare una nuova domanda purché non siano variati i requisiti richiesti dalla normativa.

Quali sono gli altri vantaggi del regime forfetario?

Il regime forfetario è dal 2016 l’unico regime agevolato previsto per legge, in quanto tale presenta alcuni vantaggi, oltre allo sconto contributivo INPS del 35%, che possono favorirne la scelta; di seguito li elenchiamo:

  • determinazione forfetaria del reddito imponibile con applicazione di percentuali che variano a seconda dell’attività svolta determinata dal codice ATECO;
  • tassazione sostitutiva del 5% per le nuove partite IVA; per le attività già esistenti l’imposta è del 15%;
  • esenzione dall’IRAP ed esclusione dagli studi di settore;
  • esclusione dall’IVA che non viene applicata nelle fatture emesse e non può essere portata in detrazione l’IVA pagata sugli acquisti.

Come abbiamo ripetuto altre volte, non esiste un regime fiscale migliore per tutti ma la convenienza dipende dal tipo di attività che si svolge e dal volume di affari che si presume: ricordiamo infatti che il regime forfetario, seppur vantaggioso, ha dei limiti come l’impossibilità di dedurre i costi sostenuti e il rispetto di determinate soglie di fatturato per la permanenza nel regime.

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