rimborso irap

Rimborso per mancata deduzione irap

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ISTANZA DI RIMBORSO IRPEF/IRES PER MANCATA DEDUZIONE DELL’IRAP RELATIVA ALLE SPESE PER IL PERSONALE DIPENDENTE E ASSIMILATO
(articolo 2, comma 1-quater, Decreto-legge n. 201/2011)

Con questo modello il contribuente può chiedere il rimborso delle maggiori imposte sui redditi (Irpef e Ires) versate per effetto della mancata deduzione dell’Irap relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato.
L’articolo 2, comma 1, del Dl n. 201/2011, ha infatti introdotto, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) dell’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del Decreto legislativo n. 446/1997 (di seguito “Decreto Irap”). In particolare, questa deduzione spetta ai seguenti soggetti:

  • società di capitali e enti commerciali (art. 5);
  • società di persone e imprese individuali (art. 5-bis);
  • banche e altri enti e società finanziari (art. 6);
  • imprese di assicurazione (art. 7);
  • persone fisiche, società semplici e quelle a esse equiparate esercenti arti e professioni (art. 8).

La deduzione dell’Irap spetta anche ai soggetti diversi da quelli elencati, a condizione che determinino la base imponibile Irap secondo la disciplina prevista per le imprese commerciali per opzione (imprenditori agricoli e pubbliche amministrazioni per l’attività commerciale eventualmente esercitata) o per regime naturale (enti privati non commerciali con riferimento alla sola attività commerciale esercitata).
La deduzione può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012, se alla data del 28 dicembre 2011 (entrata in vigore della Legge n. 214/2011, che ha convertito con modifiche il Dl 201/2011) era ancora pendente il termine di 48 mesi per richiedere il rimborso (art. 4, comma 12, del Dl n. 16/2012, che ha introdotto il comma 1-quater nell’art. 2 del Dl n. 201/2011). In particolare, il contribuente può richiedere il rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate (oppure della maggiore eccedenza a credito) dal 28 dicembre 2007(per i versamenti in acconto il termine decorre dal momento del versamento del saldo, come indicato nella risoluzione n. 459/E del 2 dicembre 2008).
A tal fine, il contribuente deve presentare questo modello, anche se per le stesse annualità è stata già presentata l’istanza (“Modello per l’istanza di rimborso ai sensi dell’articolo 6 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185”), esclusivamente in via telematica entro i seguenti termini:

  • in generale, entro 48 mesi dalla data del versamento (art. 38 del DPR n. 602/1973)
  • entro 60 giorni dalla data di attivazione della procedura telematica che ne consente l’invio, quando il termine di 48 mesi (purché ancora pendente alla data del 28 dicembre 2011) cade entro il 60° giorno successivo alla predetta data di attivazione.

Per le domande di rimborso relative a istanze cartacee già presentate, ai sensi dell’art. 38 del DPR n. 602/1973, alla data di entrata in vigore del Dl n. 16/2012, è necessario che le stesse siano trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dalla data di attivazione della procedura telematica, per consentirne l’esame in via prioritaria.

Per le istanze relative alle maggiori perdite rideterminate, la scadenza dei 48 mesi (art. 38 del DPR. n. 602/1973) decorre dalla data in cui sarebbe scaduto il termine di versamento del relativo saldo Irpef/Ires.

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