riforma fiscale

Riforma fiscale 2015

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RIFORMA FISCALE: soglie di punibilità più alte, multe ridotte

Approvati i decreti sulla riforma del fisco che introducono importanti novità riguardo al sistema sanzionatorio penale e amministrativo che riguardano principalmente la frode fiscale, la dichiarazione infedele, l’omesso versamento dell’IVA.

FRODE FISCALE

Sotto i 30000 euro di imposte evase il contribuente continua a incorrere nel reato di evasione fiscale e, comunque, non in quello di frode fiscale.
La frode fiscale si configura quando vengono accertate le seguenti condotte fraudolente:

  • operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente o, comunque, messa in atto di artifici contabili finalizzati ad ostacolare l’attività di accertamento fiscale;
  • utilizzo, da parte del contribuente, di documenti falsi, fatture false o altri mezzi fraudolenti;

Per la frode fiscale la pena rimane quella attualmente prevista del carcere fino a 6 anni.
Viene rivista la soglia di punibilità del reato in riferimento all’ammontare dei ricavi non dichiarati, che deve essere superiore a 1,5 milioni di euro (anziché un milione). Si configura la frode fiscale anche quando l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie che vengono portate in diminuzione dell’imposta, è superiore al 5% dell’imposta complessiva, o comunque a 30.000 euro.
Cancellata la norma «salva-Berlusconi» in base alla quale era prevista una soglia del 3% al di sotto della quale non si configurava il reato penale; cancellata anche la misura, prevista per le fatture false, in base alla quale non sarebbe scattato il reato penale per fatture al di sotto dei 1000 euro.

DICHIARAZIONE INFEDELE

La soglia di punibilità sale da 50.000 euro a 150.000 euro di imposta evasa. Altra condizione per far scattare il reato è che l’imponibile evaso superi i 3 milioni di euro (il limite era precedentemente fissato a 2 milioni di euro) o comunque il 10% di ricavi totali. Al di sotto delle nuove soglie si incorre nelle sanzioni amministrative. In caso di reato penale la pena può essere fissata nel carcere fino a 3 anni.

OMESSO VERSAMENTO DELL’IVA

Il decreto introduce la soglia di punibilità pari a 250.000 euro per ciascun periodo di imposta. Al di sotto di tale soglia si applicano le sanzioni amministrative.

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Il decreto dà attuazione al principio di proporzionalità delle risposta sanzionatoria di fronte a condotte illecite che riguardano le imposte dirette, l’iva e la riscossione dei tributi. L’obiettivo è di graduare le sanzioni, anche riducendole per gli illeciti di più lieve disvalore. Ad esempio, in caso di omessa dichiarazione, la sanzione è proporzionale al ritardo nell’adempimento. Se la dichiarazione viene poi presentata entro il termine per la dichiarazione dei redditi successiva, la sanzione base è ridotta della metà. Nei casi di condotte fraudolente, invece, la sanzione viene aumentata del 50%. E’ prevista inoltre una riduzione di un terzo della sanzione base nel caso in cui la maggiore imposta accertata o il minore credito accertato siano complessivamente inferiori al 3% rispetto all’imposta o al credito dichiarato.

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Il ravvedimento per la dichiarazione infedele, per gli omessi versamenti e per le indebite compensazioni, se avviene prima del controllo fiscale comporterà l’estinzione del reato. Se, dopo l’avvenuto controllo, si aderisce a una procedura di conciliazione e acquiescenza prima che si apra il dibattimento di primo grado il contribuente avrà diritto a uno sconto della metà della pena e all’esclusione delle pene accessorie previste dalla normativa sui reati tributari. Introdotto anche il principio della lieve inadempienza delle sanzioni amministrative, in base al quale se il versamento delle sanzioni avviene in tempi brevi il contribuente ha diritto a uno sconto: la sanzione del 30% dell’imposta non pagata potrebbe essere ridotta fino alla metà e saranno previste anche multe ridotte nel caso di omessa dichiarazione recuperata entro l’anno.

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