Partita IVA agevolata: requisiti e vantaggi

(Last Updated On: 4 Dic 2018)

Regime Forfettario: L'unica partita IVA agevolata

Partita IVA agevolata: ecco come avviare la propria attività nel 2018 senza il solito bagno di sangue.

Esiste la partita IVA agevolata per giovani? Certo ed è meglio nota come regime forfettario, accessibile però a tutti coloro che hanno i requisiti e non solo ai giovani.

Una delle domande più ricorrenti nelle nostre consulenze Skype è: “Esiste una partita IVA per giovani? Ho meno di 35 anni, che agevolazioni ci sono? La partita iva agevolata come funziona?

Sono tantissimi i giovani italiani che, a differenza di come alcuni pensano, decidono di mettersi in gioco e  quindi di aprire partita IVA.

Come dicevamo in apertura, la partita IVA agevolata per i giovani esiste, si chiama regime forfettario o partita IVA forfettaria ed è accessibile a tutti coloro che possiedono i requisiti previsti dalla legge.

Nel prosieguo di questo articolo analizziamo come funziona la partita IVA in regime forfettario 2018, quali sono i requisiti previsti e tutte le agevolazioni previste.

Regime forfettario: un po’ di storia

Il regime forfettario non è una novità del 2018, ma è stato introdotto a partire dal 2016 con le caratteristiche vantaggiose che lo rendono il regime fiscale più appropriato alle nuove attività, utilizzabile solo dalle persone fisiche (ditte individuali, lavoratori autonomi e freelance). Trattasi dell’unica partita IVA agevolata 2018 esistente ed unica alternativa possibile al regime fiscale ordinario.

Il regime forfettario, anche detto regime degli ex minimi, ha sostituito il regime dei minimi 2016 e per coloro che ancora utilizzato tale regime in quanto non hanno ancora compiuto il 35mo anno di età, alla naturale scadenza di questo potranno decidere se passare al regime forfettario.

Regime forfettario: i requisiti

Vediamo nel dettaglio la partita I V A agevolata come funziona e quali sono i requisiti per potervi accedere.

Come anticipato, per aprire partita IVA agevolata 2018 con il regime forfettario non conta l’età del contribuente, infatti questo regime può essere adottato sia dai giovani che dai pensionati (si parla impropriamente di partita IVA agevolata giovani in quanto il regime dei minimi 2016 aveva un’agevolazione riservata agli under 35 anni in termini di permanenza nel regime che prevedeva lo sforamento del limite temporale dei 5 anni).

È opportuno specificare subito che coloro che sono in possesso di determinati requisiti saranno assoggettati ad un’imposta sostitutiva con aliquota del 15%.

Fatta questa doverosa premessa, possono aderire al regime forfettario 2016 le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, a patto che nell’anno precedente:

  • abbiano conseguito ricavi – cioè percepito compensi, ragguagliati ad anno – non superiori ai limiti previsti per ciascun codice ATECO;
  • abbiano sostenuto spese non superiori a € 5.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti, collaboratori, anche assunti secondo modalità riconducibili a un progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati;
  • abbiano sostenuto un costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, per l’acquisto dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non superiore a € 20.000;
  • abbiano eventualmente percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente inferiori a € 30.000. Attenzione, la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Regime forfettario start up: i requisiti

In determinate circostanze, il regime forfettario diventa ancora più appetibile, in quanto beneficia di una riduzione pari ad un terzo dell’imposta sostitutiva che per i primi 5 anni passa dal 15% al 5%.

I requisiti per aderire al regime forfettario ultra agevolato, cosiddetto regime forfettario start-up, introdotto al fine di favorire l’avvio di nuove partita IVA, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i 4 anni successivi, sono i seguenti:

  • non aver esercitato, nei tre esercizi precedenti all’apertura della partita IVA, un’altra attività di impresa, artistica o professionale (anche in forma associata o familiare); attenzione, se nel triennio precedente l’apertura sono state svolte prestazioni occasionali con ritenuta del 20%, non c’è nessun problema ad aderire al regime forfettario start-up;
  • esercizio di un’attività nuova che non costituisca – in nessun modo – una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività precedente consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del suddetto beneficio, non deve essere superiore ai limiti previsti per l’accesso al regime in oggetto qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto.

Chi non può aderire al regime forfettario per le partite IVA?

Non possono aderire al regime forfettario coloro che:

  1. si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito. Nella fattispecie, non sono compatibili i regimi speciali IVA riguardanti le seguenti attività:

    √ Agricoltura e attività connesse e pesca;

    √ Vendita sali e tabacchi;

    √ Commercio dei fiammiferi;

    √ Editoria;

    √ Gestione di servizi di telefonia pubblica;

    √ Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;

    √ Intrattenimenti e giochi;

    √ Agenzie di viaggi e turismo;

    √ Vendite a domicilio;

    √ Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione;

    √ Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.

    Attenzione: L’esercizio di un’ attività esclusa dal regime forfettario preclude l’accesso al regime per tutte le altre attività anche se non soggette ad un regime speciale. Tuttavia, i produttori agricoli, che rispettano i limiti previsti all’articolo 32 del TUIR, sono titolari di reddito fondiario e, pertanto, non esercitando l’attività d’impresa, possono applicare il regime forfetario per le altre attività che intendono svolgere.

  2. non sono residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  3. effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili, oppure cessioni intra-comunitarie di mezzi di trasporto nuovi;
  4. partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo 5 del TUIR, o a SRL che hanno optato per la trasparenza fiscale. N.B. È tuttavia possibile accedere al regime nelle ipotesi in cui la partecipazione in una società di persone o in una S.r.l. trasparente venga ceduta prima dell’inizio di una nuova attività che dà diritto all’accesso al regime forfettario.
  5. nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a € 30.000. Tale limite, introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2016, dalla legge di stabilità del 2016, non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente.

Regime forfettario 2018: i vantaggi

I principali vantaggi del regime forfettario sono:

  • Mancata applicazione dell’IVA sulle operazioni attive (tradotto: NIENTE IVA sulle fatture emesse) e indetraibilità dell’IVA sugli acquisti;
  • Nessuna ritenuta d’acconto sui compensi (tradotto: maggiore liquidità);
  • INPS agevolata per artigiani e commercianti:  prevista la possibilità di richiedere l’abbattimento del 35% della contribuzione INPS sia sulla quota fissa che a percentuale e quindi contributi fissi sul minimale pari a circa € 2.400 anziché € 3.600). Attenzione, l’agevolazione INPS non opera in automatico bensì occorre presentare una domanda all’INPS, domanda che va effettuata immediatamente quando si apre partita IVA;
  • INPS per i freelance: per i professionisti senza una propria cassa di previdenza non è previsto alcuno sconto contributivo essendo dovuti i contributi previdenziali alla gestione separata INPS con un’aliquota per il 2018 pari al 25,72%. Tuttavia, in questo caso il vantaggio è dovuto all’assenza di un contributo minimale annuo da versare e quindi niente INPS per chi fattura 0;
  • Possibilità di sostenere spese per l’impiego di lavoratori nel limite dei € 5.000 lordi annui;
  • Esclusione dall’applicazione di studi di settore e dallo spesometro;
  • Esonero dall’obbligo di scritture contabili, sia ai fini IVA, sia reddituali;
  • Niente IRAP.

Per saperne di più…

I costi si possono scaricare nel regime forfettario?  

Quali sono le imposte che devono versare i contribuenti forfettari? E i contributi INPS?

Come viene determinato il reddito nel Regime Forfettario 2018?

Per scoprire la risposta a queste domande leggi il nostro post di approfondimento

Regime Forfettario e calcolo delle tasse

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