Operazioni intra-archivio “vies”

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Devo iscrivermi al VIES? come posso fare?

Con il comunicato stampa del 25/01/2011 l’Agenzia delle Entrate, evidentemente sommersa da una inattesa marea di domande di inserimento nell’archivio “VIES” (VAT Information Exchange System), precisa che solo i contribuenti che intendono eseguire operazioni intracomunitarie devono presentare all’Agenzia delle Entrate la domanda per dichiarare la volontà di operare con l’estero.
L’Agenzia conferma, inoltre, che la domanda, oltre che a qualunque Ufficio locale può essere presentata con invio di lettera raccomandata contenente una copia fotostatica di un documento di identità.
La stessa Agenzia precisa, infine che, chi ha presentato una richiesta immotivata, in assenza di reale volontà o necessità di scambi con operatori di altri paesi della Comunità europea, può presentare, con la stessa modalità una nuova istanza per non essere incluso nell’elenco (l’istanza di cancellazione deve essere presentata allo stesso Ufficio a cui è stata presentata la domanda di iscrizione).
Si evidenzia, peraltro, che l’inserimento nell’archivio Vies comporta il monitoraggio specifico della posizione da parte dell’Agenzia: ove inutilmente effettuato, potrebbe depotenziare l’efficacia dello strumento per il contrasto delle frodi intracomunitarie, cui è specificatamente finalizzato.
Pur comprendendo le cautele proposte dall’Agenzia è necessario sottolineare come il mancato inserimento nell’archivio VIES comporta la sospensione della soggettività attiva e passiva del contribuente non iscritto nell’archivio informatico con conseguenze tutte da valutare: infatti, in caso di acquisto in altro paese comunitario da parte di un operatore italiano non iscritto al VIES, lo stesso verrebbe considerato alla stregua di un “privato” acquirente, con obbligo per il fornitore estero di applicare l’IVA estera, inoltre risulterà in ogni caso dovuta l’IVA italiana con il meccanismo del “reverse charge”; infine, configurandosi il caso di omessa comunicazione, risulterebbe applicabile la sanzione da 258 a 2.065 euro prevista dall’art. 11 del D.Lgs. 471/1997.
Con altro comunicato, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che è disponibile, sul proprio sito internet (www.agenziaentrate.it), la funzione di consultazione dell’elenco delle partite IVA dei contribuenti già in possesso, allo scorso 30 gennaio, dei requisiti minimi necessari all’inclusione nell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie.

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