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Nuovo limite utilizzo contante

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Nuovo limite al contante: i pagamenti non potranno essere superiori a 1000 euro

 

 

A partire dal 6 dicembre 2011, è vietato il trasferimento di denaro contante (di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore) effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 1.000 euro. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori, alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Per tali trasferimenti è necessario ricorrere a banche, istituiti di moneta elettronica o a Poste Italiane S.p.a..
Il DL 201/2011 ha, quindi, disposto un ulteriore abbassamento della soglia relativa all’utilizzo del denaro contante, incidendo su uno strumento normativo nato nell’ambito della disciplina antiriciclaggio, ma che sempre più tende ad assolvere compiti di contrasto all’evasione fiscale.
Analoghi limiti valgono per gli assegni sia bancari che postali che per importi pari o superiori a mille euro devono recare non solo l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario, ma anche la clausola di non trasferibilità.
Quanto ai libretti di deposito bancari o postali al portatore, è precisato che il relativo saldo non può essere pari o superiore a 1.000 euro e quelli con saldo superiore devono essere estinti ovvero il loro saldo ridotta ad un importo inferiore ai mille euro entro il 31 dicembre 2011.
Si evidenzia, inoltre, che le violazioni di tali disposizioni devono essere comunicate dagli intermediari finanziari e dai professionisti che ne vengono a conoscenza, entro trenta giorni, non solo al Ministero dell’Economia e delle Finanze ovvero, più precisamente, alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato, per la contestazione e gli altri adempimenti, ma anche all’Agenzia delle Entrate, che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale (ex art. 51, comma 1, come modificato dall’art. 12, comma 11 del DL 201/2011).
Occorre infine precisare che la Circolare 4 novembre 2011 del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze abbia precisato che le operazioni di prelievo e/o di versamento di contante superiore ai limiti non concretizzano automaticamente una violazione e di conseguenza comportano l’obbligo di comunicazione solo quando concreti elementi inducano a ritenere violato il divieto di trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi.
A quest’ultimo riguardo, peraltro, occorre sottolineare che ai sensi dell’art 41 c. 1 DLgs 231/2007 costituisce elemento di sospetto e, come tale, rilevante ai fini della segnalazione alla UIF il ricorso frequente e ingiustificato ad operazioni in contante, anche se non in violazione dei limiti ed in particolare il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15.000 euro.

 

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