Equitalia: soglie esecuzione forzata

Equitalia: soglie esecuzione forzata

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La legge ha disposto due limiti di importi differenti: l’uno per procedere all’iscrizione dell’ipoteca da parte di Equitalia, l’altro per procedere al successivo pignoramento.

L’ipoteca è una garanzia che attribuisce al creditore che ne sia munito la certezza di soddisfarsi, sull’eventuale ricavato dalla vendita forzata, in via preventiva rispetto a tutti gli altri creditori intervenuti nell’esecuzione forzata. In altre parole, il prezzo dell’asta viene prima utilizzato per estinguere il credito del creditore ipotecario e poi quello degli altri. Ben potrebbe allora avvenire che il creditore iscriva semplicemente l’ipoteca, senza però procedere al pignoramento, non avendone alcuna intenzione.
Inoltre, nelle procedure esecutive tra privati, il creditore che avvia il pignoramento non è tenuto a iscrivere prima l’ipoteca (ciò potrebbe avvenire quando, per esempio, questi ha certezza che non vi saranno altri creditori a concorrere con lui nella ripartizione del ricavato e, dunque, la prelazione non gli darebbe alcun ulteriore vantaggio), nel caso delle esecuzioni forzate di Equitalia l’ipoteca è sempre necessaria prima di avviare l’esecuzione forzata.
La legge ha disposto due limiti di importi differenti: l’uno per procedere all’iscrizione dell’ipoteca da parte di Equitalia, l’altro per procedere al successivo pignoramento.

1 | I LIMITI PER L’IPOTECA

L’Agente per la Riscossione può iscrivere ipoteca solo per debiti complessivi non inferiori a 20.000 euro, salvo il caso di recupero di rate per l’adesione ai condoni, in cui il limite è di 5.000 euro (Art. 16 bis L. 289/2002).

L’importo di 20.000 euro si riferisce al credito complessivamente da riscuotere da parte di Equitalia e quindi può accadere che l’ipoteca sia riferita a crediti di diversa natura. Il limite deve computarsi anche sommando i ruoli formati da diversi enti: ad es. Inps, Agenzia delle Entrate, ecc. (CTP Novara, sent. n. 23/2011).
A tal fine è irrilevante la circostanza che alcuni crediti siano oggetto di ricorso davanti al giudice (Cass. sent. n. 2190/2014).
Inoltre, secondo una giurisprudenza, il debito è quantificato dal titolo indicato nella comunicazione di iscrizione ipotecaria, e non devono essere incluse voci diverse da quelle che compongono il debito tributario (capitale e interessi), quali compensi, diritti tabellari, spese di notifica, oppure spese di iscrizione ipotecaria e spese di cancellazione dell’ipoteca (CTP Torino, sent. n. 95/2008).

2 | LIMITI DEL PIGNORAMENTO

Equitalia, anche se ha iscritto ipoteca, non può dar corso al pignoramento immobiliare se il debito complessivo non supera 120.000 euro. Resta fermo il divieto di pignoramento, comunque, per chi ha una sola casa di residenza (per maggiori dettagli leggi l’articolo: “Debiti con Equitalia e pignoramento della casa: tutte le ipotesi”).
Pertanto, quando il debito supera i 20.000 euro ma non i 120.000 euro l’iscrizione di ipoteca ha mera funzione di deterrente e garanzia, perché non sarà comunque possibile procedere al pignoramento e alla successiva vendita forzata.

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