Debiti contributivi: ecco come fare la rateizzazione INPS

Rateizzazione INPS in fase amministrativa
 
(Last Updated On: 10 Aprile 2019)

Hai debiti contributivi con l’INPS che non sei riuscito a saldare a scadenza? Prima che la palla passi ad Equitalia, puoi richiedere la rateizzazione inps direttamente all’Istituto.

Per sanare una posizione INPS è possibile richiedere una rateizzazione in fase amministrativa o direttamente da Equitalia. In questo articolo ci limitiamo ad analizzare la rateizzazione contributi INPS in fase amministrativa essendo la rateizzazione Equitalia già stata trattata in altri post.

Rateizzazione INPS

Prima dell’iscrizione a ruolo da parte di Equitalia, per i contributi non pagati è possibile richiedere la rateizzazione direttamente all’INPS, presso l’ufficio competente.

Ai fini dell’accoglimento dell’istanza, il contribuente deve presentare una domanda telematica, che comprenda tutti i prori debiti contributivi.

La domanda di pagamento rateale deve comprendere, oltre ai contributi INPS non pagati, le sanzioni civili per evasione od omissione, oltre gli interessi di dilazione inps (6 punti oltre il tasso ufficiale di riferimento).

Quando il debito INPS è rappresentato sia da contributi personali del titolare, sia da contributi dovuti per lavoratori dipendenti, occorre presentare due istanze. La prima domanda per rateizzare la propria posizione personale. Solo successivamente è possibile richiedere una ulteriore rateizzazione inps riguardante la posizione datoriale.

Non possono essere dilazionati i contributi non ancora scaduti e cioè contributi per i quali non sia ancora decorso il termine per il regolare pagamento.

Indispensabile quindi che l’interessato, prima di presentare l’istanza, effettui un’attenta analisi della propria posizione debitoria, anche attraverso le apposite procedure di consultazione disponibili all’interno del cassetto previdenziale INPS – Estratto previdenziale.

Come fare la rateizzazione INPS?

Prima di presentare la domanda di rateazione occorre richiedere l’estratto debitorio, ovvero una stampa contenente il dettaglio del debito contributivo quantificato alla data della richiesta.

La domanda di dilazione INPS va presentata:

  • direttamente online, tramite un professionista delegato, oppure
  • il modulo cartaceo, direttamente presso la sede INPS di competenza.

Acquisita l’istanza, l’INPS esamina la documentazione e comunica al contribuente l’esito entro i successivi 15 giorni.

Il piano di ammortamento, comunicato a mezzo PEC, conterrà la data, il numero e l’ammontare delle rate accordate, nonché gli interessi di dilazione al tasso vigente alla data di presentazione della domanda di rateazione.

Se la rateazione è respinta per carenza di una delle condizioni previste, è possibile ripresentare una nuova istanza, una volta in possesso dei requisiti.

Entro quanto tempo occorre versare la prima rata?

Per perfezionale la richiesta di rateizzazione occorre pagare la prima rata tramite modello F24, entro il termine indicato nel piano. Solo a questo punto potrà essere valutato il rilascio di un eventuale Durc positivo.

Quando si decade dalla rateizzazione inps?

Il mancato versamento della prima rata nel termine fissato comporta l’annullamento del piano e preclude al contribuente la possibilità di richiedere una nuova rateazione per gli stessi debiti contributivi. Si procede all’immediata revoca della rateazione quando sia accertato il mancato pagamento di due rate mensili consecutive, pur in presenza della condizione di regolarità nel versamento della contribuzione.

Rateizzazione INPS: numero rate

La domanda può essere proposta fino ad un massimo di 24 rate.

In alcuni casi tassativamente elencati dal legislatore è inoltre possibile richiedere, previa autorizzazione del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, l’estensione del pagamento fino a 36 rate (Legge 389/89 art. 2, comma 11):

  1. calamità naturali in occasione delle quali sono tati emessi decreti per la sospensione dei termini;
  2. procedure concorsuali dichiarate;
  3. carenza temporanea di liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici, a seguito di obblighi contrattuali, ovvero da ritardata erogazione di contributi e finanziamenti pubblici previsti da legge o convenzione;
  4. ricorrenza di uno stato di crisi aziendale dovuto a contrazione o sospensione dell’attività produttiva per eventi transitori, non imputabili all’azienda, di situazioni temporanee di mercato, di crisi economiche settoriali e locali, ovvero di un processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale;
  5. trasmissione agli eredi dei debiti contributivi;
  6. contestuali richieste di pagamento di contributi dovuti a vario titolo (condono, recupero contributi sospesi a seguito di ordinanze connesse al verificarsi di calamità naturali, contributi correnti), aventi scadenze concomitanti;
  7. debiti contributivi di importo complessivo non inferiore a € 10.000,00 in caso di precaria situazione reddituale del debitore, risultante da documentazione fiscale.

Inoltre esistono due ulteriori casi nei quali, previa autorizzazione interministeriale, è possibile chiedere l’estensione fino a 60 rate (legge 388/2000 art. 116, comma 17):

  1. oggettive incertezze connesse a contrastanti oppure sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuti in sede giurisdizionale o amministrativa, in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo all’inadempienza;
  2. fatto doloso del terzo denunciato, entro i termini di cui all’art. 124, primo comma c.p., all’Autorità giudiziaria.

Come funziona il piano breve di rateizzazione?

Qualora il debitore si trovi in una momentanea carenza di liquidità, può richiedere la rateazione breve, ovvero una seconda rateazione di massimo 6 mesi da affiancare al piano di dilazione principale. Se non viene pagata una sola rata breve, si decade anche dalla rateazione principale.

L’INPS specifica che, data l’eccezionalità della misura, la rateizzazione breve potrà includere un massimo di:

  • tre mensilità contributive per i datori di lavoro ed i committenti;
  • un trimestre/rata per i lavoratori autonomi.

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