Commercio elettronico diretto: novità IVA 2015

Commercio elettronico diretto: novità IVA 2015

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Sei uno sviluppatore di APP? Hai un sito per l’e-commerce diretto? Ecco per te una breve guida con tutte le novità IVA dal 2015…

Prima di cominciare la disamina delle novità IVA, veidamo cosa si intende per e-commerce diretto.

Con la nozione di “commercio elettronico diretto” viene individuata la cessione di un bene digitale o di un servizio in forma digitale e per il tramite di una rete elettronica utilizzata dall’acquirente, per cui, in concreto, sia l’operazione commerciale sia la consegna avvengono solo on-line ricorrendo alle modalità telematiche.

Cosa cambia dal 2015 per l’e-commerce diretto?

Dal primo gennaio 2015 la normativa IVA relativa a questo tipo di commercio ha subito rilevanti modifiche, infatti la vendita di App, e più in generale qualsiasi forma di commercio elettronico diretto, verso consumatori finali (B2C) deve essere effettuata applicando l’Iva del paese dell’acquirente finale destinatario e non più quella dello sviluppatore/prestatore.

Le imprese italiane, che fino al 31 dicembre 2014 applicavano l’Iva del 22% per le vendite a privati residenti nella Ue, dal 2015 devono applicare e versare le percentuali vigenti nel Paese comunitario dei loro clienti/consumatori. Coloro che vogliono evitare di identificarsi in ciascun Paese dove prestano tali servizi ai consumatori finali, possono attivare nel nostro Paese il sistema Moss (acronimo di Mini one stop shop) e adempiere agli obblighi di dichiarazione e versamento direttamente in Italia.

Nulla cambia invece per le vendite a soggetti passivi Iva (B2B) che rimangono da fatturare senza applicazione dell’Iva (l’Iva verrà autofatturata dal soggetto passivo destinatario).

Cosa è e come funziona il MOSS – MINI ONE STOP SHOP?

Al fine di semplificare i nuovi adempimenti degli sviluppatori (tra cui identificazione diretta IVA nei vari stati in cui avviene il download e versamento diversificato dell’IVA ai diversi stati) è stata prevista una nuova procedura (denominata Moss – Mini One Stop Shop) che consente di dichiarare e versare tutta l’IVA dovuta ai vari stati unicamente all’Erario italiano, che poi provvederà autonomamente ad inoltrare e “smistare” quanto dovuto agli altri stati.
I soggetti passivi nazionali che manifestano tale opzione, anziché identificarsi in ciascuno Stato, devono rispettare alcuni obblighi:

  • presentare richiesta al Centro Operativo di Venezia
  • ricevere dal Centro operativo di Venezia un numero di assegnazione, un codice e una password per poter operare e colloquiare telematicamente con esso.
  • presentare, entro il 20 del mese successivo a ciascun trimestre solare, con lo stesso mezzo elettronico, la dichiarazione riepilogativa delle prestazioni di servizi effettuate nei vari Paesi in ciascun trimestre.
  • presentare la dichiarazione anche con importi tutti a zero se nel periodo non sono state fatte cessioni a consumatori privati europei.
  • effettuare entro lo stesso termine di presentazione della dichiarazione riepilogativa il versamento dell’Iva dovuta per tali servizi, senza poter detrarre la complessiva Iva relativa agli acquisti e alle importazioni in quanto: a) per detrarre l’Iva sostenuta e pagata in Italia opera la normale procedura di applicazione dell’Iva; b) per il recupero dell’eventuale Iva pagata sui costi sostenuti in altri Paesi Ue attiveranno il rimborso attraverso il portale elettronico.

L’adesione al regime facoltativo semplificato Moss vincola il soggetto passivo sviluppatore per tre anni (anno dell’opzione/iscrizione e per i due successivi) ad utilizzare tale sistema.

Anche l’e-commerce diretto prevede l’esonero di certificazione dei corrispettivi?

Con il decreto del 27/10/2015 è stato disposto l’esonero dalla certificazione dei corrispettivi per i servizi di commercio elettronico diretto resi nei confronti di privati consumatori italiani (vendite B2C).

Resta fermo l’obbligo di emissione della fattura qualora richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

LA RISPOSTA DI APPLE, GOOGLE E MICROSOFT
(iTunes, Google Play e Microsoft WP store)

Tutti e tre i principali App store si sono già organizzati per consentire agli sviluppatori di non dover effettuare tutti gli adempimenti Iva previsti dal nuovo regime in quanto si sostituiscono agli utenti finali, conservano e gestiscono direttamente loro tutta la documentazione necessaria all’individuazione del luogo di consumo per 10 anni e rendono in sostanza il rapporto con lo sviluppatore di B2B anziché B2C.
APPLE STORE – iTunes SARL
Per le vendite in Europa, iTunes Sarl del Lussemburgo agisce come commissionario, il rapporto tra sviluppatore e iTunes è (ed era) quindi di B2B e le fatture degli sviluppatori saranno indirizzate ad iTunes Sarl del Lussemburgo, senza applicazione di Iva italiana ed in inversione contabile (reverse charge, obbligo di Intrastat ed eventuale Black List).
Dal 01.01.2015 iTunes Sarl fatturerà agli utenti finali europei non più con Iva al 15% del Lussemburgo come in precedenza, ma con l’Iva in vigore in ogni singolo stato (Italia al 22%).

GOOGLE PLAY

Dal 2015 Google si è dichiarato responsabile nella determinazione, addebito e versamento dell’Iva relativa agli utenti europei, senza azioni richieste da parte degli sviluppatori.
Google afferma di versare l’Iva per conto degli sviluppatori e riconosce agli sviluppatori il margine del 70% al netto dell’Iva versata.
Quindi a decorrere dal 01/01/2015 Google verserà l’Iva in vigore nei singoli stati europei sostituendosi agli sviluppatori rendendo in sostanza il rapporto sviluppatore – Google di B2B.

MICROSOFT WINDOWS PHONE STORE

Come nel caso di Apple (iTunes Sarl) anche Microsoft dal 2015 verserà direttamente l’Iva di ogni singolo stato sulle vendite di App, anziché applicare l’Iva del 15% del Lussemburgo.
Anche Microsoft come Apple e Google sottrae l’Iva dal prezzo finale prima di calcolare il margine e la versa per conto dello sviluppatore.
Lo sviluppatore fatturerà quindi a Microsoft Luxembourg Sarl una vendita di App (prestazione di servizi) intracee con il Lussemburgo, del tipo B2B in inversione contabile, Intrastat ed eventuale Black List.

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