Come fare la fattura nel regime forfetario

Come fare la fattura nel regime forfetario

Print Friendly

Sei in regime forfetario e hai dubbi su come emettere fattura? Oppure ne hai appena ricevuta una da un soggetto forfetario senza IVA o ritenuta d’acconto? Proviamo a capirci qualcosa.

In questo articolo forniremo una breve guida su come emettere o controllare una fattura nel regime forfetario, completa di esempio pratico e fac-simile.

Quali sono gli elementi essenziali da riportare in fattura?

Il soggetto che adotta il regime forfetario, quando emette una fattura, è tenuto a riportare gli elementi tipici indicati all’art. 21 del DPR. N.633/1972, ovvero:

  1. I dati identificativi dell’emittente: nome e cognome o ragione sociale, indirizzo completo, numero di partita IVA;

  2. L’indicazione “Fattura” e il numero: ciascuna fattura deve essere numerata in ordine progressivo dall’emittente;

  3. La data di emissione;

  4. I dati identificativi del cliente: nome e cognome o ragione sociale, indirizzo completo, numero di partita IVA o codice fiscale;

  5. Caratteristiche del prodotto/servizio ceduto: natura, qualità e quantità;

  6. L’ammontare dell’imponibile;

  7.  La dicitura che trattasi di operazione esclusa dal campo di applicazione IVA;
  8. Il totale da pagare.

Più precisamente, un esempio di dicitura da indicare in fattura potrebbe essere:

“Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’articolo 1, comma 58, Legge n. 190/2014, regime forfetario così come modificato dalla Legge numero 208/2015″.

La ritenuta d’acconto: si o no?

Nella fattura emessa da un titolare di partita IVA che adotta il regime forfetario non deve essere applicata la ritenuta d’acconto. Infatti, per i contribuenti forfetari, come per gli ex minimi dal 2012, a seguito dell’abbassamento dell’imposta sostitutiva al 5%, è stato abrogato l’assoggettamento dei compensi a ritenuta d’acconto.

La dicitura da riportare in fattura per la non applicazione della ritenuta è la seguente:

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014.”

Quando occorre applicare la marca da bollo?

Nel caso in cui la fattura emessa da un contribuente forfetario superi l’importo di euro 77,47 occorre applicare l’imposta di bollo da 2 euro.

Se la fattura viene inviata telematicamente, occorre riportare sul documento la seguente dicitura:

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.

Come funziona la rivalsa contributiva per un contribuente forfetario?

Anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, che aderiscono al regime forfetario, possono inserire in fattura la rivalsa facoltativa del 4% ribaltando sul cliente una parte del proprio onere contributivo. Mentre, i liberi professionisti iscritti ad una propria cassa previdenziale devono addebitare in fattura la rivalsa obbligatoria (ad esempio 4% nel caso degli ingegneri).

E per le operazioni estere?

Le cessioni intracomunitarie (art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972), effettuate da un titolare di partita IVA forfetario verso un soggetto passivo IVA residente in uno stato appartenente alla UE, sono assimilate alle operazioni interne senza diritto di rivalsa. La dicitura da riportare in fattura sarà sempre: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”. Per questo tipo di cessioni, il titolare di partita IVA forfetario non è tenuto alla presentazione del modello Intrastat di beni o servizi.

Per le cessioni all’esportazione effettuate da un titolare di partita IVA forfetario, occorre riportare in fattura i riferimenti dell’’art. 8 del DPR n. 633/1972 oltre alla dicitura “operazione non imponibile” ai sensi dell’art. 21, comma 6, lett. b) del DPR n. 633/1972.

Cosa succede per le cessioni in reverse charge?

Per le cessioni effettuate in reverse charge (ad esempio prestazioni di servizi di costruzione, riparazione, pulizia, manutenzione, edilizia, etc.) il titolare di partita IVA forfetario deve emettere la fattura, riportando l’annotazione “operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’articolo 1, comma 58, Legge n. 190/2014, regime forfettario  così come modificato dalla Legge numero 208/2015” (circolare 14/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate). Infatti il meccanismo dell’inversione contabile non si applica a determinati regimi fiscali agevolati esonerati dagli adempimenti IVA e dalla registrazione delle fatture di acquisto e di vendita.

Fac simile fattura nel regime forfetario

Si riporta di seguito un esempio di fattura emessa da un titolare di partita IVA che adotta il regime forfetario 2016:

Signor Tizio
Via Cavour 1
00145 Roma (RM)
C.F./P.I. : 98765432101

Spettabile Caio

Via Garibaldi 3

Napoli

P.IVA 12345678901

Fattura n° 1 del 15/07/2016

Consulenza software prestata per vostro conto nel periodo di giugno 2016

Imponibile Euro 200,00

Rivalsa INPS 4% Euro 8

Netto a pagare Euro 208,00

Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015.

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014.

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro.

Hai bisogno di aiuto per creare le tue fatture?

Se hai bisogno di aiuto per emettere le tue fatture o semplicemente cerchi un software semplice ed intuitivo per emettere le tue fatture e per averle sempre e ovunque disponibili scarica la nostra APP. Per maggiori info visita la nostra pagina

Facebook Comments
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *